Silenzio mediatico sulla colossale bufala dell’influenza “A”
A prevalere è il silenzio, ma le poche informazioni che filtrano sulla rete e su qualche giornale non ancora succube del potere esecutivo, confermano tutte che l’influenza A è stata una bufala di dimensioni colossali. Una bufala che è costata alle casse pubbliche di tutto il mondo – già in crisi per la crisi - investimenti miliardari in vaccini, più o meno efficaci, che ora giacciono inutilizzati e finiranno nei rifiuti.
In questa circostanza è emerso con evidenza il ruolo e il potere delle case farmaceutiche e le modalità con le quali influiscono sui Governi e perfino sulla Organizzazione mondiale della sanità (OMS). I media hanno fatto il resto, alimentando a, più non posso, allarme sociale se non un panico, rivelatosi utili presupposti agli enormi guadagni delle case farmaceutiche provenienti da miliardi di vaccini del tutto inutili.
Sebbene sia scesa una generale censura su questa truffa mondiale, qualcuno non è stato del tutto silente ed allineato a “Big Pharma”: rileviamo, per dovere di cronaca, che il presidente EU della commissione sanità Wolfang Wo0darg ha fatto approvare una risoluzione europea con la quale chiede che venga almeno aperta un’inchiesta al riguardo: malgrado la genericità dell’iniziativa diremmo che è meglio di niente.
Intanto in Italia il Governo era occupato dalle urgenze giudiziarie del premier. Il problema fu quindi delegato al settore sanità , ove i personaggi deputati sono evidentemente più sprovveduti della media, tanto che il ministero ha firmato un contratto capestro con le ditte farmaceutiche per l’acquisto di 24 milioni di dosi al prezzo di circa 180 milioni. Dosi apparse eccessive in quanto quelle effettivamente somministrate sono state solo 850.000. Tutte le altre 23.250.000 saranno pagate per intero malgrado siano già in scadenza ed evidentemente inservibili. Naturalmente nessun responsabile! non ci rimane che fare sarcastici complimenti al Ministro della sanità On. Sacconi, sperando che in futuro ci risparmi almeno i suoi inutili sermoni.


abi70it:
che fosse una mega bufala e riportata più e più volte dal nostro governo di non allarmarsi….è stra risaputo. Ma dopo il 1° decesso x questa semplice influenza, ricordo le critiche dei comunisti piovere da ogni dove perchè il nostro Stato non provvedeva al vaccino. Ora che il governo ha provveduto per buona pace di tutti, ecco che arrivano le critiche perchè i vaccini son stati comprati…. Concludendo quindi, sembra che qualsiasi cosa avesse fatto il governo, comprare o non comprare sto vaccini, avrebbe sbagliato comunque! Cristo come dev’essere difficile governare il nostro paese e far felice tutti!
ps: Ricordo che in tutti i paesi sono avanzati stock abnormi di questi vaccini, pur non avendo un premier occupato in urgenze giudiziarie.
Saluti e buon week end
16 January 2010, 5:07 pmboletus:
Un accordo segreto fra governo e Novartis prevede clausole capestro per lo
16 January 2010, 9:08 pmStato e i cittadini: costi folli e a forfait in caso di mancata consegna del vaccino
contro il virus H1N1, nessun onere per la casa farmaceutica se il siero si
rivelasse dannoso. E’ la clamorosa rivelazione di “Altreconomia”. Acquistate 24
milioni di dosi, somministrate 900 mila. Le dure (e inascoltate) critiche della
Corte dei Conti. Maurizio Sacconi era al tempo ministro della salute, sua moglie
Enrica Giorgetti è direttrice generale di Farmindustria. Capito? servizio a pagina 7
boletus:
Gemma Contin
Ventiquattro milioni di dosi di vaccino H1N1, una dose ogni due italiani e mezzo, ordinate dal Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali del ministro Maurizio Sacconi, con un contratto privato urgente firmato il 21 agosto 2009 (con tutti al mare e neanche l’ombra della pandemia), alla società farmaceutica Novartis Vaccines and Diagnostic Srl (già Chiron Srl, quella stessa già interpellata nel 2003-2004-2005, ai tempi della Viaria, della Sars e di tutte le pandemie inventate negli ultimi anni, dai tempi di Francesco Storace).
Contratto – firmato avendo come interfaccia “tecnica” la Farmindustria, organizzazione che veicola e interpreta le proposte e le esigenze delle società farmaceutiche, il cui direttore generale è la signora Enrica Giorgetti in Sacconi – ritenuto “fuori dai canoni” dalla Corte dei Conti, che il 10 settembre 2009 ha duramente bacchettato il Ministero per aver sottoscritto vincoli capestro del tutto vantaggiosi per la Novartis, del tutto svantaggiosi per la mano pubblica, cioè i contribuenti, e, più ancora, molto ma molto rischiosi per la salute pubblica.
Le dosi di vaccino richieste dalla Direzione Generale Prevenzione Sanitaria, nella persona del direttore generale dottor Fabrizio Oleari, sono state richieste infatti a tamburo battente e a qualsiasi costo – vale a dire 7 euro a dose, per un totale di 168 milioni di euro più iva – anche se farà male, anche se sarà inutile, anche se non verrà testato; anche se per fortuna non si vaccinerà nessuno, o quasi, anche se milioni e milioni di fiale rimarranno invendute, e forse rifilate al terzo mondo.
Il contratto, scovato e messo in rete da AltrEconomia , dice infatti che lo Stato, cioè il solito Pantalone, cioè tutti noi italiani gonzi, pagherà sull’unghia alla Novartis, fornitrice del famigerato vaccino contro la famigerata influenza A, o suina, o di porco, come sarebbe stato meglio chiamarla, circa 180 milioni di euro, iva inclusa, a fronte della fornitura di 24 milioni di dosi di vaccino per l’influenza A (H1N1) «nonostante le incertezze circa il positivo esito delle attività di sviluppo del prodotto» in virtù del fatto che «il Ministero intende avvalersi di Novartis come suo fornitore del prodotto in considerazione delle credenziali e della fiducia nelle capacità della medesima, tenuto conto dell’avvenuta registrazione del prototipo di vaccino».
Il contratto con Novartis, secretato in più parti con una salva di omissis, precisa che l’accordo sarà valido «fermo restando che l’esito delle ricerche, la capacità di Novartis di sviluppare con successo il prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell’inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto allo stato attuale sono ancora in corso di definizione».
Dunque Novartis, investita di così urgente e imperativo ordinativo, e con tali clausole liberatorie nelle formalità dell’accordo e nell’espletamento delle diverse fasi per la produzione del farmaco, incasserà in ogni caso i 180 milioni di euro a fronte degli ipotetici 24 milioni di dosi di vaccino da produrre.
Il tutto perché «con ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri numero 3798 del 31 luglio 2009 il direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero è autorizzato ad acquisire “in termini di somma urgenza” dosi di vaccino antinfluenzale A (H1N1)» e «l’estrema urgenza non consente di rispettare i tempi delle procedure di gara d’appalto aperte, ristrette e negoziate con pubblicazione di bando di gara, pertanto la mancata osservanza della procedura d’appalto pubblico nell’assegnazione del contratto è giustificata».
Non è un caso che la Corte dei Conti, dopo la firma del contratto tra il Ministero di Sacconi e la Novartis, il 10 settembre abbia chiesto «chiarimenti in ordine ai seguenti punti: primo, il contratto… sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali; terzo, prevede la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna senza l’applicazione di alcuna penalità; quarto, stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza dell’autorizzazione dell’ammissione in commercio in Italia, concordando in tal caso un generico “quality agreement”; quinto, le garanzie poste in essere dal Ministero in caso di mancata autorizzazione… non appaiono correlate all’esborso sopportato dal Ministero né bilanciate con quelle poste a carico dello stesso Ministero “in caso di impossibilità di ritiro del prodotto”; settimo, per danni causati a terzi la Novartis risponde solo di eventuali difetti di fabbricazione mentre in tutti gli altri casi di danni sarà il Ministero a risarcire la Novartis; otto, prevede il pagamento alla Novartis di 24 milioni di euro ai fini di partecipazione ai costi in caso di non immissione in commercio del prodotto; nove, in caso di risoluzione del contratto… il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato».
16/01/2010
16 January 2010, 9:15 pmGiacomo:
Più che il silenzio potè la censura dei partiti al potere. Di certo non corriamo il rischio che Minzolini del TG1 ci faccia sopra un’editoriale.
17 January 2010, 1:14 pmLupin:
Non mi pare che DI PIETRO (ormai il vostro paladino) e Bersani (o meglio il burattinaio di Gallipoli .. D’Alema) e Casini (il mezzo prete emiliano) abbiano alzato tanto la voce su questo argomento…che siano tutti inciuciati???
18 January 2010, 11:37 amabi70it:
eh…altro che acciaio, ferro e alluminio…dovevo darmi alla farmaceutica!
18 January 2010, 3:57 pmblack mamba:
Caro compagno Giacomo, te lo regalo io un’editoriale alla Minzolini: fatto dal giornale. Accomunerei a Repubblica, il fatto quotidiano e tele Kabul (tg3)
Se il Giornale titola in prima pagina sul grande flop dei vaccini contro l’influenza A, altrimenti detta «suina», non c’è da meravigliarsi: questo quotidiano è stato sin dall’inizio a dir poco scettico sul Grande Allarme Mondiale Per La Terribile Epidemia. Ma se a fare lo stesso è la Repubblica beh, la cosa assume tutt’altro aspetto. Il giornale di De Benedetti, infatti, è stato il più accanito e pervicace in Italia, e forse nel mondo, nell’alimentare il panico nei confronti della «nuova spagnola», lo spaventoso morbo che avrebbe mietuto milioni di vittime senza risparmiare nazione alcuna. Ricordiamo giorni e giorni di titoloni, paginate a mazzi: quattro-sei-otto al colpo. E ricordiamo anche il consueto tono di accusa nei confronti del governo che «non fa niente», che «resta a guardare», che «si perde in chiacchiere mentre gli altri Paesi si dotano di vaccini», che «ha chiesto un numero di dosi di farmaci inferiore al necessario».
18 January 2010, 7:43 pmAdesso che il flagello è arrivato e se n’è andato, rivelandosi per quello che il Giornale, in perfetta solitudine, aveva subito sostenuto essere, una modesta influenza di gran lunga meno pericolosa della stagionale, può il quotidiano di Largo Fochetti far finta di nulla e mettersi ad accusare il governo di aver comprato «23 milioni di vaccini inutili»? Può piangere sui 200 milioni di euro versati? Può fare le pulci al ministro per le condizioni capestro che si è fatto imporre dall’azienda farmaceutica alla quale si è rivolto? Può scoprire scandalizzato che Big Pharma, ovvero i colossi del settore, in sei mesi ha fatto guadagni colossali ed è schizzata in Borsa? No, se si conserva un minimo di decenza, non può.
In questa partita, la Repubblica non sta dalla parte della pubblica accusa, come è abituata a fare, bensì dalla parte degli accusati. Sospettata quantomeno di favoreggiamento. Perché se il governo italiano, sbagliando come tutti gli altri governi del mondo, ha buttato 200 milioni di euro in vaccini che ora dovremo pure smaltire, la colpa è sì dell’assurdo allarme dell’assurda Organizzazione mondiale della sanità, ma anche di chi lo ha rilanciato e amplificato a dismisura. Se il contratto firmato con la Novartis ci è sfavorevole, la responsabilità è di chi ha esercitato una pressione insostenibile sul ministro, mettendolo in una situazione di assoluta debolezza. Perché se un cliente richiede a un’azienda farmaceutica di produrre in due mesi un preparato che, con i vari test, necessiterebbe (poniamo) di sei mesi per essere messo a punto, è chiaro che questa, per accontentarlo, pretenda di essere sollevata da qualsiasi conseguenza derivante dalla fretta. Prova ne sia che la medesima cosa è successa in tutto il mondo.
E con ciò non vogliamo assolutamente difendere l’industria del farmaco, che anzi chi scrive ritiene abbia messo più di uno zampino nelle ultime Emergenze Sanitarie Planetarie. Ma solo fare sommessamente notare che i complici della «gigantesca speculazione» vanno ricercati tra chi ha soffiato sul fuoco, non certo tra chi ha cercato, invano, di spegnerlo.
E sì, cari colleghi. Se il vostro amico Rosario Trefiletti, il presidente di Federconsumatori che imperversa in tv e sulle vostre pagine, avesse veramente a cuore gli interessi dei cittadini, farebbe una bella class action contro Ezio Mauro e Carlo De Benedetti. Tranquilli, non accadrà. Ma se mai ci dovesse essere una Norimberga su sars, aviaria, suina e altre pandemie immaginarie, il posto di voi repubblicones sarà sul banco degli imputati. E forse allora rimpiangerete di non aver mantenuto un discreto silenzio sul Grande Flop dei Vaccini: un po’ di vergogna vi avrebbe procurato almeno le attenuanti generiche.
Giacomo:
ciao Balck,
18 January 2010, 8:42 pmil tuo post è più lungo che approfondito, tuttavia anche se alcune considerazioni sono condivisibili, le conclusioni sono infarcite di salti logici . Il più stravagante riguarda certamente l’attribuzione della colpa a Repubblica prima ancora che al Ministro ignorante e/o incompetente in materia.
Le responsabilità, caro amico, nel bene e nel male sono sempre in capo a chi decide e governa. In questo caso il ministro ha acquistato e pagato 23 milioni di vaccini e ne ha utilizzati 850.000: ci vuole una bella forza a dire che è colpa di Repubblica!
Non leggo il Giornale di Berlusconi, ma affermare che era in perfetta solitudine sul prblema influenza mi sembra una ghedinata! Io posso dire che certamente Repubblica, che leggo quotidianamente, sull’argomento è stato un giornale esemplare. Esemplarità emersa anche dalla rete grazie a numerosi blog, ai quali non possiamo non aggiungere anche la nostra altracitta che ha dedicato diversi post. diverso il giudizio sui TG di Berlusconi (numerosi) che sull’influenza derubricata a gossip erano tutti in cerca di audience.
Qol Sakhal:
Mi pare di aver letto da qualche parte, e magari l’esperto blak mamba mi può aiutare a ritrovare lo scritto, che un sottosegretario è stato premiato da Berlusconi promuovendolo ministro della salute per come aveva affrontato il grave problema dell’influenza A.
E tu Giacomo, perdio, non puoi negare che l’ordine d’acquisto dei 23
18 January 2010, 9:35 pmmilioni di vaccino sia partito da Largo Fochetti! Un po’ di serietà Giacomo, sei comunista ma ogni tanto anche i comunisti sono seri.
black mamba:
Giacomo, nessuno nega le gravi, e sottolineo gravi, colpe del governo e di quella specie di sottosegretario elevato al rango di ministro nella gestione dell’”emergenza” influenza A.
19 January 2010, 9:16 amTu richiedevi, e cosi’ l’articolo della redazione, il perchè del cosiddetto silenzio mediatico e io ti ho riportato l’articolo del Giornale al posto dell’ editoriale di Minzolini.
Volevo sottolineare il fatto , come evidenzia l’articolo, che i media sinistrorsi e sinistrati in quel periodo accusavano il governo dei ritardi nel procurare il vaccino e dei danni e che questo ritardo avrebbe potuto procurare, ora ,col senno di poi, accusano lo stesso governo di aver sopravvalutato l’emergenza affermando che non era necessario acquistare tutti quei vaccini ora inservibili.
L’articolo potrà essere anche lungo, ma da Qol, che ha grossi problemi di scittura, e ora, capisco, anche di lettura e comprensione, posso aspettarmi una analisi parziale, da te meno.
boletus:
Novartis: l’arroganza dei presunti benefattori
Dino Greco
27 January 2010, 12:56 pmP roducono un sinistro rumore di ricatto le parole di Rino Rappuoli, responsabile della ricerca nel campo dei vaccini della Chiron di Emmeryville, in California, e «uomo di riferimento» dello stabilimento di Siena della Novartis dove è stata prodotta gran parte dei circa 100 milioni di vaccini per fronteggiare l’influenza A. Il capo dei ricercatori ha voluto ieri replicare alle proteste levatesi da più parti – e con particolare insistenza da Liberazione – per la decisione della casa farmaceutica di Basilea di liberarsi di ventiquattro lavoratori dello stabilimento toscano, impiegati come informatori scientifici. Rappuoli ha utilizzato il più vieto degli argomenti, dicendo, in sostanza, di stare attenti, perché le eccessive rimostranze potrebbero scoraggiare gli investimenti dell’azienda in Italia con grave nocumento per l’occupazione e per il Paese, visto che proprio qui vengono pagate le tasse. Rappuoli ha poi aggiunto che sono molti gli Stati che si sono offerti di ospitare gli stabilimenti della Novartis e che uno di questi aprirà la propria attività in America, in Nord Carolina, nel 2012. Tanto per sottolineare, a chi fosse duro di comprendonio, che a tirare troppo la corda si rischia di rimanere a secco. Dove la pretesa “insostenibile” – di cui il sindacato si è reso interprete – consisterebbe nel chiedere che i ventiquattro lavoratori dichiarati eccedentari, su un totale di 1455 dipendenti, siano reintegrati nei ranghi aziendali, anche attraverso opportuni corsi di riqualificazione professionale: impresa giudicata titanica da un’azienda leader mondiale nelle biotecnologie mediche che ha realizzato, in un solo anno, stratosferici profitti sulla commercializzazione dei vaccini antipandemia, con un incremento dell’utile netto del 54%.
La Novartis metta da parte la dissimulata arroganza e si assuma la modestissima responsabilità di revocare i licenziamenti intimati.
black mamba:
Per l’esattezza l’utile di Novartis è stato del +4% anno su anno ( e non del 54%).
27 January 2010, 4:22 pmSi tratta di Mobilità e non come dice Dino Greco , di liberarsi dei 24 dipendenti. Da veccchio sindacalista il buon Dino Greco pretende sempre di analizzare le dinamiche aziendali in modo parziale. E’ cambiato il tipo rapporto di vendita tra le case farmaceutiche e lo stato: prima c’era bisogno degli informatori scientifici che trattavano con medici di base e pediatri.Oggi si tratta direttamente con le regioni e le asl. Ecco perchè o a queste persone vengono affidati nuovi incarichi, compatibilmente con le necessità aziendali e compatibilmnte con le loro competenze oppure la loro presenza in azienda non è piu necessaria. Dopodichè in una azienda statale si continuerebbe a pagarli anche se non necessari. In una azienda privata ( se poi multinazionale peggio ancora) si fanno altre valutazioni.
boletus:
signor black mamba,non sono in grado di sapere con precisione gli utili di questa azienda se sono vere le sue o quelle di Dino Greco di cui sono un estimatore, tuttavia anche se fossero le cifre da lei indicate il problema non cambia di molto. Devo dire che il suo disprezzo per la sorte di 24 dipendenti che traspare dal suo articolo è davvero disarmante. Sono 24 persone che magari hanno dato la loro vita per questa azienda,24 persone che hanno magari dietro una famiglia,che avranno mutui della casa dda pagare ecc.e che d’un tratto vengono considerati non più necessari. Vede signore io preferisco una società dove di fronte ai problemi si continui innanzitutto a considerare le persone sopratutto per quello che sono e non numeri! Probabilmente un’azienda statale continuerebbe a pagarli o a riconvertirli con tempi e modalità discutibili ma li renderbbe ancora utili eli farbbe sentire ancora vivi. Queste e altre società in America e nel resto del mondo giganteschi fallimenti e sono state salvate dai massicci interventi dello stato,gli stessi dirigenti di queste aziende si sono dati nel corso degli anni super bonus di stipendi e previlegi.! E contro costoro che dovrebbe levarsi la sua indignazione anzichè considerare”necessario” il licenziamento di 24 lavoratori.
27 January 2010, 7:22 pmabi70it:
perchè quando si parla di lavoro, di una collaborazione di lavoro, qualcuno grida o scrive sempre “hanno dato la vita per l’azienda”!? Sono stati usati…Che significato hanno queste frasi? Da come scrivi, sembra che abbiano lavorato sempre gratis e che non siano mai , mai stati pagati!
28 January 2010, 10:38 amPoi scusa Boletus, obbiettivamente, credi che non dispiaccia a nessuno quando dei lavoratori perdono il posto di lavoro? Quando vengono messi in mobilità, cassa integrazione o vengono licenziati? Credi che una mattina un amministratore si alzi dal letto e di punto in bianco decide così tanto per sport, ti lasciare a casa della gente? Solo perchè vuole rinnovare le facce nella propria azienda come si fanno le pulizie di primavera in casa propria?
Eh che discorso mi stai facendo con i bonus? Nel senso che se non si fossero autopremiati gli amministratori, tutti questi soldi avrebbero potuto usarli per pagare i 24 dipendenti, tenendoli lì così anche senza far nulla!? Non ti seguo….
E’ l’azienda che si deve far carico delle spese che possono aver fatto i propri dipendenti, come per esempio i mutui?
Ma si sta parlando di una collaborazione lavorativa, dove qualcuno presta un lavoro (manodopera, esperienza, ecc…) in cambio di un compenso, o si sta parlando di una adozione?
black mamba:
Sempre per la precisione Boletus, gli interventi dello stato ( negli USA) ci sono stati nei confronti delle banche e dell’industria automobilistica. Gran parte delle banche hanno già restituito il cosiddetto Tarp (Troubled Asset Relief Program)con gli interessi e con grossi guadagni da parte dello stato stesso. Per l’industria automobilistica ( come in italia) il problema è un pò più complesso perchè si tratta di salvaguardare milioni di posti di lavoro; Comunque anche Gm Ford e Chrisler restituiranno i prestiti ottenuti e con gli interessi. Per il resto condivido quanto detto da Abi.
28 January 2010, 12:54 pmboletus:
per abi70 e black è solo questione di soldi! Poco importa se delle persone si troveranno senza lavoro e sostentamento, l’importante è fare quadrare i conti e garantire ai dirigenti lauti e immeritati stipendi,il mercato bellezza direbbe qualcuno. Appunto il mercato,il mercato fa le regole ,peccato che questo mercato abbia fatto giganteschi buchi finanziari “riparati ” dallo stato. Comprendo bene che abi e black non vogliano ammettere questa dolorosa realtà e che si ostinino a considerare la vita di 24 lavoratori insignificante,la loro comune filosofia è che queste sono le regole del mercato. Peccato che questo mercato produca guasti e che i guasti li paghi la collettività nel suo insieme,ma in modo particolare coloro che le tasse le pagano tutte e quindi in Italia I lavoratori ed i pensionati!
28 January 2010, 6:31 pmNon credo che le banche salvate in USA dal governo abbiano già restituito le montagne di dollari presi dallo stato e che questo ci abbia guadagnato.Auguro a entrambi i miei interlocutori di non trovarsi mai nella loro vita nelle condizioni di quei lavoratori,ma se gli capiterà sono certo avranno modo di ripensare il loro attuale pensiero.
abi70it:
l’importante è far quadrare i conti per mandare avanti l’azienda e non i lauti compensi…perchè senza i conti ke quadrano e senza azienda, restano tutti a “piotte” e senza un “tolino”! Tu Boletus, credo che sei cresciuto a pane e Fiat, dove effettivamente ha retto per anni infiniti grazie ai contributi a fondo perduto dello Stato, ma guarda caso, l’Italia, regge grazie solo alle piccole e medie imprese…dove questi contributi non ne hanno mai visti e non ne vedranno nemmeno mai!
Assolutamente non mi sembra d’aver scritto che trovo i 24 dipendenti insignificanti, anzi mi sembra d’aver scritto che rincresce parecchio, ma l’azienda dove essi lavorano, non è una comune…ma un’azienda privata e ovviamente l’azienda deve fare gli interessi dell’azienda se vuol reggere! Quindi non fare il giornalista comunista riportando cose che non ho detto!
Non è facile sicuramente far quadrare i conti da dipendente, ma ti assicuro che è dura anche mandare avanti un’azienda, anche se piccolissima! Io posso dirti d’aver provato entrambe le cose e tu per parlar così?
28 January 2010, 10:35 pmboletus:
gentile Abi,non sono cresciuto a pane e fiat ma ho lavorato 40anni pieni pieni! La Fiat che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi il capitalismo italiano è stata foraggiata come nessuna altra azienda da parte dello stato ma non certo per procurare vantaggi ai lavoratori che oggi come sempre quando non sono considerati utili vengono messi in cassa integrazione o licenziati! Anche quest’anno sta accadendo anche se la fiat a distribuito i dividendi ai propri azionisti.Mi spiace di non avere avuto la opportunità di creare un’azienda come a quanto pare tu sia impegnata,e sicuramente non voglio negare le difficltà che si possono incontrare ma certo non vorrrai paragonarti alla fiat o alle multinazionali o alle banche di cui stiamo discutendo. Quanto a non fare il giornalista comunista vedo che hai ben imparato dal supremo capo monarca re Silvio a tacciare chi la pensa diversamente da te un pericoloso comunista. Comunque ti ringrazio perchè comunista lo sono da sempre e non mi dispiacerebbe neanche diventare un “fazioso ” giornalista.
29 January 2010, 1:41 pmabi70it:
non è il pensar diversamente da me… è il mettermi in bocca parole che non ho detto!
29 January 2010, 4:14 pmQol Sakhal:
Cari Abi e Boletus, seguire la vostra discussione mi ha portato a fare un paio di considerazioni, se giuste o sbagliate me lo direte.
29 January 2010, 4:53 pmMi pare che entrambi abbiate e ragione e torto contemporaneamente; ragione se si dipana il vostro discorso partendo dall’unico vostro punto di vista, giustizia sociale per Boletus, libertà d’impresa per Abi; torto perchè vi limitate a quel punto di partenza e non cercate di superare questo limite oltre il quale potreste, forse, trovare un punto d’incontro.
Boletus, tu sei comunista e lo sei nella maniera più tradizionale per cui il primo obiettivo che una società civile deve raggiungere è la giustizia sociale e questo anche a scapito della libertà, se necessario, come è avvenuto nei Paesi del socialismo reale. E’ questo l’errore di fondo del comunismo ed è il motivo per cui io sono sempre stato anticomunista.
Tu invece Abi, in base alla tua vita vissuta, non accetti che la libertà d’intraprendere abbia vincoli e poni al centro di tutta la vita sociale l’azienda, nella convinzione che se va bene l’azienda va bene tutta la società.
Mi accorgo che sto assumento un tono da maestro-sa-tutto, mentre invece sono qui anche per imparare da chi più sa e voi due, per vite vissute ed esperienze, sapete molto più di me. Quindi per ora mi fermo qui, pronto ad approfondire il discorso seguendo le vostre osservazioni anche se posso anticiparvi che la mia propensione è per un “liberalismo responsabile”, definizione che naturalmente va spiegata e colmata di contenuti pratici.
black mamba:
Sono le informazioni raffazzonate e imprecise che hai boletus che inquinano il tuo ragionamento ( come già avvenuto per le banche). Fiat non ha distribuito nel 2009 nessun dividendo. Forse lo distribuira’ nel 2010 ( la prossima assemblea degli azionisti dovrà approvare la proposta di un dividendo per le azioni ordinarie di 0,17 euro) pur venendo da un anno con un fatturato di 50,102 miliardi e una perdita netta di 848 milioni di euro. I vantaggi per i lavoratori Fiat sono stati quelli di continuare a percepire uno stipendio per anni, in situazioni come Termini imerese e Pomigliano che sono stabilimenti che producono solo debiti, in posizione senza ragione industriale di esistere, ma solo per creare occupazione con i finanziamenti statali ed europei. In questi stabilimenti si raggiunge un assenteismo medio annuale vicino al 30% ( media nazionale 7-10 %).
Ho avuto la possibilità di visitare queste aziende per motivi di lavoro ( e anche lo stabilimento Fiat-altecna di bari) e tutte le volte mi sono chiesto come potessero soppravvivere ( anche per l’approccio al lavoro del tutto “singolare” dei dipendenti).
Continua….
29 January 2010, 6:23 pmQol Sakhal:
Una domanda per Abi.
29 January 2010, 7:04 pmTutti oggi riconoscono che la localizzazione dello stabilimento Fiat a Termini Imerese è stata sbagliata. Questa scelta è stata compiuta dai politici locali e nazionali e dalla dirigenza Fiat. Quindi chi ha sbagliato sono i politici e la Fiat e allora perchè devono pagare i lavoratori? Paghino i politici e la Fiat. (Naturalmente io ho semplificato ma la sostanza credo sia questa.)
black mamba:
La Fiat non ha sbagliato. Potremmo dire che ha approffitato del fatto che le veniva proposto un investimento a costi zero e la promessa di futuri incentivi con la speranza di riuscire a ottenere da quegli stabilimenti gli stessi risultai ottenuti nel resto d’italia. Trasformare la mentalità di chi chiama il lavoro “fatica” si è dimostrato più difficile del preventivato. i livelli di produttività di quegli stabilimenti sono tra i più bassi al mondo. La Fiat paga già tutti i giorni con danni logistici, strutturali e di costi. I politici pensavano di poter trasformare una zona depressa che vive di sussidi in una zona industriale praticando il voto di scambio ( posto di lavoro-crocetta sul simbolo). La colpa non è dei politici ma degli elettori che li eleggono. La colpa è di chi dovrebbe pensare di riqualificare quelle zone dedicandole al turismo implementando la voglia di intraprendere ( tanto cara ad Abi) che ha fatto ricche zone turistiche della spagna ( o per rimanere in italia della romagna) che ha coste e posti di mare di gran lunga peggiori di quelli che possiamo trovare in sicilia, in puglia, in calabria o in sardegna.
continua….
29 January 2010, 7:55 pmabi70it:
QOL….fammi indovino che ti farò ricco! Nessuno aimè ha la sfera di cristallo e nessuno può prevedere il futuro…e cmq non so con precisione che problemi ci siano a Termini Merese… cmq, sia a livello privato che a livello lavorativo, un investimento è sempre un’incognita e ti faccio presente che se un’azienda non investe, in poco tempo chiude! Ora una domanda te la faccio io. Metti il caso che come chiedi tu, siano i politici o gli amministratori Fiat a dover pagare (e non capisco il perchè), cosa faresti? Mantieni i licenziati con le tasche dei politici finchè non hanno raggiunto i 40anni lavorativi? Li fai spostare tutti a Torino e per pareggiare l’esubero di personale fai lavorate tutti part-time? Insomma, in che modo risolvi il problema?
PS: MAMBA…ti do ragione sul turismo, dovremmo perfino avere un’università per il turismo qui in Italia, con il patrimonio paesaggistico da urlo che abbiamo! Tutti a far tirocinio dai romagnoli…dei master a Riccione, per imparare a trattare con il turista, per imparare a far quadrare i conti, per imparare ad attirare sempre più gente nonostante le spiagge oscene e fare il pieno ad ogni stagione!
29 January 2010, 9:55 pmSe poi tutti imparassero a fare i loro bomboloni…mmmmmmmmmmmmmmmmmmm…..
abi70it:
e poi QOL quando un’azienda è obbligata a licenziare (xkè non lo si fa MAI per sport) è già una sorta di fallimento e non è mai un piacere per nessuno, ne tanto meno una passeggiata morale! Boletus invece, lo scrive ed è convinto che se un’azienda licenzia del personale, lo fa solo per arricchirsi, e non capisce che invece l’ambizione di ogni attività è quella di crescere ed ampliarsi, quindi di assumere!
29 January 2010, 10:06 pmQol Sakhal:
Cerco di darti una risposta Abi, senza aver la pretesa di darti la soluzione definitiva. Premesso che la localizzazione di una grande azienda viene sempre decisa dall’azienda in accordo con i politici ma che solo i dirigenti dell’azienda sanno (meglio: dovrebbero sapere) quali sono le strutture e le infrastutture indispensabili perchè l’azienda cresca ed è per questa responsabilità che meritano di essere molto ben remunerati, trovo infatti stupida la recente proposta di non so chi di mettere un tetto agli stipendi dei maggiori responsabili aziendali, questo premesso, è evidente che se l’azienda va male la responsabilità è dei dirigenti passati e presenti. Non per nulla infatti esistono, nello stesso settore economico, nello stesso sistema industriale, aziende che prosperano e altre che falliscono cioè esistono dirigenti bravi e dirigenti incapaci.
29 January 2010, 10:55 pmChe fare dunque se l’azienda va male e deve licenziare? (Sono d’accordo con te che nessuno licenzia a cuor leggero e senza penare, a meno che non sia un delinquente). Che fare?
Visto che responsabile è la dirigenza si cominci a licenziare questa ma, visto che nella buona stagione ha avuto i bonus, le si accolli ora anche almeno una parte del malus. (Mi è venuto in mente quello che tempo fa ho sentito dire di un grosso imprenditore siderurgico bresciano ormai defunto, mi pare si chiamasse Pietra,che pur di non far fallire la sua SpA ha messo a disposizione dei creditori i suoi beni personali) Con questo di certo non si risolve il problema dei lavoratori che rimangono senza lavoro senza colpa alcuna. E’ allora che, a mio giudizio, deve intervenire la società in tutte le sue forme orgnizzate, dallo Stato, agli enti locali, alle associazioni imprenditoriali, ai sindacati perchè il primo diritto di ogni uomo è quello di potersi guadagnare il pane quotidiano. Si tratta di riconoscere con i fatti che viviamo in una società solidale. Certo, ogni caso è a sé, ma ogni problema ha la soluzione perchè, non ricordo chi l’ha detto, se non c’è soluzione non c’è neppure il problema.
Non so se sono riuscito a farmi capire Abi, ma è un po’ quel che io intendo per imprenditoria responsabile e politica delle responsabilità
abi70it:
puoi benissimo licenziare l’amministratore delegato di turno, ma il problema dei licenziamenti non lo risolvi QOL… se l’azienda va male, “va male”…Anche Petra ancor prima di tentar l’impossibile ha licenziato. Lo Stato per legge europea non può più intervenire nelle aziende private, se non con ammortizzatori sociali, ecc… e se c’è una minima speranza di salvare l’azienda, le cordate tra imprenditori ci son sempre state, sempre che non arrivino prima gli avvoltoi!
Ma anche il discorso FIAT in questione…sai quanti disoccupati in questi anni a T.Merese, ci sarebbero stati se non avessero aperto una filiale lì? C’è solo da sperare che questa gente, trovi il prima possibile un impiego.
E la soluzione al problema poi, x la maggior parte delle volte è purtroppo il ridimensionamento, il dover tagliare spese, limitare al minimo gli investimenti e licenziare! Business plan…non ci scappi!
Mamaaaaaaaaaaaa venerdì sera, dovrei essere chissà dove e invece son qui a parlare di queste cose che mi angosciano…sto invecchiando
!
30 January 2010, 12:23 amTra poco mi ritroverò con gli amici a parlare di malanni e di conoscenti deceduti, come fanno i nonni…ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh. Vado a letto. Buone ninne a tutti
Qol Sakhal:
Mi spiace che a notte fonda tu sia angosciata per i problemi che abbiamo toccato ma penso, per quel poco o tanto che ho capito di te, che tu lo sia anche di giorno poichè il problema ti sta a cuore indipendentemente da come va la tua azienda. Spero però che adesso tu sia più rilassata e che ti stia godendo un buon pranzetto a base di pesce di lago nel tuo paradiso di Salò. Anch’io oggi ho avuto a che fare con Salò poichè a mezzogiorno esatto ero seduto ad un tavolo al Bianchi di via Gasparo da Salò a gustarmi un piatto di malfatti alla bresciana che non ti dico.
30 January 2010, 2:36 pmOra sono qui per darti una breve risposta alle tue osservazioni e per far notare, non a te, che tra persone in buona fede si trova sempre un punto d’incontro. Infatti la tua frase “puoi benissimo licenziare l’amministratore di turno” dice che sei anche tu del parere che a pagare i dissesti aziendali non debbano essere soltanto i lavoratori. E’ già un passo nella mia direzione ed ora dovrò anch’io fare un passo nella tua. Prossimamente, poichè adesso mi allungo in poltrona, accendo il mio inseparabile IPod (un grande ritrovato della tecnica che ci rende la vita più gradevole) e mi rilasso con Debussy e Benedetti Michelangeli. Buona domenica.
margie:
Smettila Black Mamba di infierire sul povero QOL che ha già i suoi problemi basta leggere il commento sopra. A proposito di amministratori Delegati se avessero licenziato Marchionne la Fiat sarebbe Gia fallita da quattro anni.
31 January 2010, 1:12 pmQol Sakhal:
Spalle al muro, petto nudo, rifiuto la benda sugli occhi, sparate dunque ma, cavolo, caricate il fucile con qualcosa che sia più di un turacciolo di sughero altrimenti mi addormento!
31 January 2010, 2:19 pmboletus:
Boletus, tu sei comunista e lo sei nella maniera più tradizionale per cui il primo obiettivo che una società civile deve raggiungere è la giustizia sociale e questo anche a scapito della libertà, se necessario, come è avvenuto nei Paesi del socialismo reale. E’ questo l’errore di fondo del comunismo ed è il motivo per cui io sono sempre stato anticomunista.Gentile Qol sakhal credo che tu non abbia molta considerazione di me quando scrivi quanto sopra, chi ha mai sostenuto che per raggiungere una società con una piena giustizia socialesi debba sacrificare la libertà? Semmai è vero che le esperienze fin qui prodotte non vi sono riuscite.Personalmente credo molto nel valore della libertà ed è proprio per questo che sono diventato comunista,credo nella democrazia nelle forme più ampie possibili!
3 February 2010, 2:30 pmblack mamba:
Driin, driin.
Qol sveglia , alzati dal divano, qualcuno ti sta finalmente parlando.
“Gentile Qol sakhal credo che tu non abbia molta considerazione di me quando scrivi quanto sopra”
E’ un po’ di piu’ di un turacciolo di sughero?
Biosgea, il posto di responsabile della comunicazione della sezione dipietrista di lumezzane e’ tuo. Qol passa a Responsabile “lettura e comprensione”.
3 February 2010, 3:22 pm