Renzo Bossi candidato a Brescia
Le indiscrezioni in politica sono un po’ come “il pensar male”, non si dovrebbe mai fare, ma a volte ci si azzecca – come soleva ripetere sibillinamente l’inossidabile Andreotti. In questo caso l’indiscrezione riguarda la candidatura del giovane figliolo di Umberto Bossi, affinchè sia eletto nel collegio blindato di Brescia quale consigliere regionale della Lega.
Le forme di spudorato nepotismo in politica non sono certo una rarità, e nel passato recente hanno riguardato destra e sinistra, ma il caso Bossi costituisce certamente una novità che va commentata. Prima di tutto perchè si tratta del figlio del capo indiscusso della Lega Nord, lo stesso capo autore dell’amato e convincente slogan “Roma Ladrona“, e che soleva lanciare i suoi strali contro il potere, i politicanti, il nepotismo e l’occupazione delle poltrone. In secondo luogo perchè questa candidatura costituisce la prova che anche nella Lega così come nel PDL tutte le candidature e, conseguentemente gli eletti del popolo, non sono espressioni dei territori, ma sono soltanto la degenerazione della partitocrazia che nulla ha a che fare con la democrazia.
Non ce l’abbiamo proprio con il giovane Renzo Bossi. Non lo biasimiamo nemmeno per i generosi incarichi pubblici di cui è stato già beneficato secondo criteri, se non scandalosi, almeno enigmatici e comunque opachi. Non vogliamo nemmeno polemizzare per le sue inespresse competenze politiche che, data la giovane età (22anni) ed il suo curriculum, non si sono ancora manifestate. Ma dal partito e dal movimento della Lega ci saremmo aspettati un ben diverso rigore e coerenza. Ed invece constatiamo che purtroppo sono tutti uguali, soprattutto quando si tratta di incollare il culo alla poltrona.


atheo:
siamo nelle mani di 4 capipartito o, definizione ormai equivalente, 4 capibastone che nominano gli eletti del popolo. Poi, passate le elezioni, pretendono di rappresentarci tutti in regime di immunità.
23 January 2010, 2:49 pmblack mamba:
Molto meglio candidare Tinto Brass nel lazio e nel veneto ( con la Bonino appoggiata dal PD)
Queste le sue prime dichiarazioni:
E al body scanner sono contrario. Sarei favorevole solo se io fossi uno degli addetti ai controlli». Poi il gran finale: Bonino e Polverini? «Le prenderei per fare un film. Un film su una grande ammucchiata».
24 January 2010, 7:08 pmblack mamba:
Dove sono tutti i Bersaniani???
25 January 2010, 9:19 amOra avanti un altro segretario…
Il laboratorio è scoppiato….
Voi meglio delle barzellette!!!!!
Lupin:
SIETE SEMPLICEMENTE …. RIDICOLI
Puglia, il trionfo di Vendola: “Ma nessuno si senta sconfitto”.
Oltre 70% voti. La vittoria un risultato largamente annunciato
postato 3 ore fa
ARTICOLI A TEMA
25 January 2010, 11:52 amregionali/ vendola sopra al 70%: “ma…
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Sono andati avanti sino a tarda notte i festeggiamenti alla “fabbrica di Nichi” a Bari, come viene chiamato il quartier generale di Nichi Vendola: da stasera formalmente candidato presidente del centrosinistra alle prossime elezioni regionali di marzo dopo aver sconfitto alle primarie Francesco Boccia con oltre il 70% dei voti. I numeri del risultato finale definitivo non sono ancora stati resi noti, ma l’atmosfera di festa che si è cominciata a respirare praticamente da subito tra i volontari alla raccolta dati li hanno messi in secondo piano. Dai quasi 300 seggi sparsi per la Puglia, fin dalla prima ora dello spoglio i numeri non lasciavano alcuno spazio all’immaginazione: la grande maggioranza dei quasi 200 mila pugliesi che hanno affollato i seggi avevano detto: Nichi Vendola. Atmosfera diametralmente opposta nella sede del Pd pugliese dove la sconfitta, dai più attesa, si è subito delineata con nettezza. Da qui la scelta dei due candidati di incontrare insieme la stampa, accompagnati dai rispettivi segretari regionali. Nicola Fratoianni di Sinistra, ecologia e Liberta,ì e Sergio Blasi per il Pd, a cui è toccato il compito di proclamare la vittoria di Nichi. “la Puglia – ha detto Blasi – ha scritto una pagina importante di democrazia. Ha vinto Nichi, la sua popolarità ed il buon lavoro di governo svolto in questi anni, insieme a noi del Pd”. Francesco Boccia ha rivendicato ancora il valore della sua sfida: “Penso che le sconfitte peggiori siano le battaglie che si ha paura di combattere.Ero a un bivio: se pensare a me stesso e alla mia carriera politica o assumere il rischio di una sfida difficilissima. I pugliesi si sono espressi con un risultato che non lascia spazio a interpretazioni.Tocca ora al Vendola costruire una coalizione capace di guardare al futuro non solo della Puglia ma del Paese”. “Nessuno si senta sconfitto – ha detto Vendola seduto a fianco di Boccia – e stasera abbiamo segnato la differenza tra noi e il centrodestra: il candidato per la presidenza della Puglia noi non lo scegliamo a Palazzo Grazioli (sede del premier n.d.r.) ma insieme a una porzione rilevante del corpo elettorale”. I quasi 200mila elettori sono per Vendola: “un segmento di popolo: è la democrazia la vera risorsa del centrosinistra. Finora con le nostre polemiche abbiamo coperto le gravi fibrillazioni nel centrodestra, da noi il confronto si è svolto in pubblico e non è differenza da poco. Tra noi c’è passione autentica e rendo merito a Boccia del coraggio nell’assumersi questo rischio. Ora lavoriamo insieme perchè le energie dei sostenitori di Francesco e dei miei diventino un unico grande cantiere del centrosinistra. Io per primo – ha aggiunto – devo interloquire con tutti, con le diverse anime della sinistra, con le energie delle culture moderate, contro un Governo che va contro gli interessi del Sud”. “Un ringraziamento lo devo al Pd – ha concluso – una gratitudine che devo tributare al partito che è stato il perno della mia coalizione di governo”. Le ore successive sono state poi dedicate agli abbracci, ai brindisi e ai ringraziamenti che il governatore uscente della Puglia ha voluto rivolgere ai suoi, alle centinaia di giovani presenti in strada ed “ai tantissimi volontari dei seggi, delle cui energia abbiamo ancora bisogno per la difficile campagna elettorale che ci attende”. Le elezioni amministrativie vere: “quelle secondarie – come le aveva ironicamente definite Massimo D’Alema nei giorni scorsi – quelle che riguardano alcuni milioni di cittadini pugliesi a marzo prossimo”.
black mamba:
D’Alema: hanno lavorato contro di me
25 January 2010, 3:56 pmL’amarezza dell’ex premier: è come se una squadra tifasse per gli avversari
boletus:
D’Alema vai in fonderia che forse azzecchi una colata!
25 January 2010, 6:17 pmQol Sakhal:
Ben tornato boletus. Speriamo che D’Alema ascolti la tua esortazione.
25 January 2010, 10:08 pmLa vittoria di Vendola non è la vittoria del populismo, come qualcuno va già dichiarando, ma è la vittoria di tutti coloro che non accettano più scelte non compartecipate (come avviene troppo spesso anche nella sinistra non parlamentare alla quale tu appartieni). E’la vittoria contro gli apparati di partito, usi al “centralismo democratico” che è sempre stato sinonimo di disprezzo della volontà popolare.
black mamba:
E questo sarebbe argomentare qol? Retorica, solo retorica, e anche di basso profilo….
26 January 2010, 5:52 pmblack mamba:
Comunicato per la sezione dipietrista di Lumezzane:
Ho fatto l’abbonamento ( a mie spese) a Il Fatto Quotidiano giornale di Trombato Padellaro e di Menestrello Travaglio: datemi l’indirizzo della sede che ve lo faccio recapitare.
nel frattempo riporto l’editoriale troppo divertente di oggi ( monteverdi chiudi gli occhi).
PD: Partito Disastrato
La condizione in cui versa il Pd ci fa arrabbiare come si fa con gli amici che non riconosci più, con chi rischia di sperperare l’ultimo gruzzolo di speranza. Perché se il maggior partito d’opposizione non ne azzecca una, addio opposizione, e forse anche addio partito. Con questo andazzo di errori politici (Vendola) e di catastrofi a sfondo sessuale (Marrazzo, Delbono) sarà difficile non morire berlusconiani, caro Bersani che dai cartelloni vagheggi sorridendo l’alternativa. Poiché questo è il Pd che abbiamo, e non ci resta molto altro vorremmo recitare un ultimo atto di fede. Pochi consigli non richiesti, sicuri di non essere ascoltati ma per metterci almeno la coscienza in pace.
Primo. Il caso Vendola insegna che giochini e contorcimenti vari per scansare le primarie sono una dannosa perdita di tempo. Tanto vale arrivarci subito. E quindi ci aspettiamo che siano, al più presto, indette le primarie in tutte le regioni dove concorrono più candidature. Dall’Umbria alla Campania, alla Calabria. Si eviteranno veleni e risse indecorose. E poi, i 200 mila della Puglia dimostrano che le primarie riscaldano il cuore degli elettori, il che non guasta visto l’encefalogramma dei democratici.
Secondo. Considerata la frequenza con cui sindaci e presidenti di regione si fanno trovare in situazioni, per così, dire piccanti, sarebbe il caso di pretendere dai candidati dichiarazioni giurate sull’esistenza di eventuali scheletri (video, foto, carte di credito compromettenti ) nell’armadio. Tanto, poi, esce tutto. E, se esce sarebbe auspicabile piantarla lì con il grottesco balletto sull’”io non mi dimetto”, quando si sa che, poi, si dimettono eccome.
Terzo. E’ così folle pensare che il Pd dovrebbe affidarsi a candidati competenti, degni di stima? Invece che ai soliti volponi, esperti nell’arte del maneggio politico e degli accordi sottobanco? Perdere per perdere, non è meglio a testa alta?
da il Fatto Quotidiano del 26 gennaio
26 January 2010, 6:09 pmMargie:
Ciao
26 January 2010, 6:34 pmboletus:
Quel bisogno
di ricostruire
l’ unità
Dino Greco
C ‘ é qualcosa di nuovo e di importante che si fa strada fra la nebbia della politica italiana. Il successo di Vendola nelle primarie del centrosinistra pugliese – almeno nelle proporzioni materializzatesi – è davvero qualcosa di inedito e di imprevisto.
Che la svolta stesse maturando lo si era avvertito in questi giorni da alcuni segnali, sempre più nitidi: la crescente fibrillazione nelle file dei democratici, il repentino abbandono del campo da parte del “grande tessitore”, Massimo D’Alema, il quale dopo aver promesso sfracelli a chi avesse ostacolato il suo disegno si è sfilato dalla contesa, lasciando che lo sfibrato Boccia, proiettato nella mischia come un kamikaze, consumasse in solitudine la sua seconda sconfitta contro Nichi. Ma non è sugli errori “tattici” del Pd, che pure vi sono stati, e vistosi, che merita soffermarsi. Sotto il cielo di Puglia è avvenuto – ed è forse la cosa più importante – che le geometrie politiciste, le alleanze concepite dagli stati maggiori, come in un asettico caleidoscopio, a fronte della ben modesta attenzione dedicata ai programmi, sono state travolte da un sussulto di popolo.
Gli apparati, dunque, non sono onnipotenti. C’è una domanda di democrazia, di coerenza e di pulizia che non si fanno fideisticamente irregimentare, addomesticare e ridurre al silenzio dalla “ragion di partito”.
La seconda lezione è che le coalizioni concepite con il solo o con il prevalente intento di conquistare il potere (ossessione compulsiva che ha contaminato la sinistra moderata sino a sconvolgerne identità e profilo politico) generano in realtà sconfitte, disaffezione, fuga dall’impegno militante, astensione dal voto, persuasione che nulla può cambiare sul serio.
La terza lezione è per la sinistra, per tutta la sinistra, nella speranza che essa sappia prestarvi ascolto. Si rinnova verso di essa, una richiesta di cui si erano perse le tracce. Una richiesta di esistenza e di unità. Di esistenza , perché è necessaria una forza autonoma, non subalterna al Pd, capace di ridare dignità alle smarrite ragioni dell’uguaglianza, dei diritti, del conflitto sociale, del lavoro, sbiadite sino all’impalpabilità nella cultura “riformista” autoconfinatasi dentro il perimetro della liberaldemocrazia; e di unità , perché la vocazione alla diaspora che dopo il collasso dell’89 ha progressivamente ridotto la sinistra alla marginalità e all’ininfluenza ha già procurato troppi danni al Paese, consegnato alla più grave crisi democratica della storia repubblicana. La ritrovata intesa, perseguita e costruita nell’estremo sud, é ora alla prova nel resto d’Italia. Anche in Lombardia, per capirci.
26/01/2010
26 January 2010, 7:07 pmGiacomo:
La politica della lega nord troppo spesso non c’entra niente con i territori e nemmeno con gli interessi pubblici. Questo è uno degli innumerevoli casi: una trota al parlamento regionale per volontà del padrone del partito.
1 February 2010, 10:09 pmRoba che – a pensarci – fa un certo ribrezzo.
abi70it:
già…nessuna differenza tra il bossino, di pietrino e mastellino! Sti papà e sti eredi…usciti tutti e 3 dallo stesso stampo?
1 February 2010, 11:22 pmboletus:
Molgora sottosegretario al governo,parlamentare,presidente della provincia!Tre incarichi per una sola persona. Uno e trino non vi ricorda niente? Sommate i tre stipendi e vedret dove va a finire Roma ladrona. A proposito Castelli sottosegretario e parlamentare è stato proposto da Bossi a candidato a Sindaco di Lecco. Ancora uno e trino! Ma non è che ripropongono sempre gli stessi perchè non ne hanno altri di cui fidarsi? Le Nomenclature si comportano sempre cosi!La lega è un partito gestito dalla Famiglia Bossi e qualche amico fidato.
3 February 2010, 2:37 pmboletus:
Molgora sottosegretario al governo,parlamentare,presidente della provincia!Tre incarichi per una sola persona. Uno e trino non vi ricorda niente? Sommate i tre stipendi e vedret dove va a finire Roma ladrona. A proposito Castelli sottosegretario e parlamentare è stato proposto da Bossi a candidato a Sindaco di Lecco. Ancora uno e trino! Ma non è che ripropongono sempre gli stessi perchè non ne hanno altri di cui fidarsi? Le Nomenclature si comportano sempre cosi!La lega è un partito gestito dalla Famiglia Bossi e qualche amico fidato.
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3 February 2010, 8:42 pm