17th July 2010, 12:23 pm
(Il “tappo che funziona” sul pozzo della BP è stato accolto con diffuso sollievo da parte di intere popolazioni, sia quelle bagnate dal Golfo del Messico ed anche nel resto del mondo che ha seguito questa vicenda con apprensione crescente. Almeno fino a quando i media non hanno messo la sordina ad una notizia che creava – quotidianamente – più disagio psicologico che interesse e curiosità. Dunque il tappo funziona, la telecamera mostra al mondo l’acqua limpida intorno alla falla e fa sperare al problema finalmente risolto, ed anche alla ragionevole possibilità di riparare gli immani danni causati.
L’informazione istituzionale avalla generosamente questa lettura onirica, occultando la drammatica realtà dei fatti e dell’esistenza di migliaia di pozzi petroliferi abbandonati e tappati alla garibaldina nei mari di mezzo mondo. Una realtà sfuggita di mano ai petrolieri ed agli stati che espone intere popolazioni ai rischi di catastrofi ambientali terrificanti. Non solo nel Golfo del Messico, ma anche nel mare Adriatico ed in quello Mediterraneo, vicino a casa nostra, e ci dicono quanto inadeguati siano i nostri rappresentati nei governi, i quali, quando va bene sono ignari delle situazioni esistenti, ma il più delle volte sono complici. Per chi ha voglia riportiamo un report tratto da una ricerca dell’Associated Press pubblicato da www.altrenotizie .it)
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14th May 2010, 10:29 pm
La multinazionale petrolifera BP, una delle sette sorelle, ha comunicato al mondo che pagherà i danni. I media italiani, ormai assidui nel trasmettere supini le notizie che giungono dai partner filo-governativi, non ci hanno neanche provato ad assumere un minimo di cautela critica nel trasmettere la notizia, nemmeno quando – come in questo caso – l’enormità del disastro non è economicamente, nè eticamente, nè moralmente traducibile in una – sia pure miliardaria – cifra di denaro.
Più deludente quindi che sorprendente quando tutti, dico tutti i TG di stato hanno solo amplificato il rassicurante comunicato della BP senza illuminarne l’insita insensatezza.
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26th January 2010, 08:34 pm
Le polveri sottili PM10, considerate a ragione inquinanti e killer invisibili, stanno realizzando record di superamento consecutivi di tutte le soglie di allarme, quelle stesse concentrazioni di polveri che soltanto qualche anno fa, facevano scattare i provvedimenti automatici di blocco del traffico. Formigoni in prima fila soleva vantarsi di quei provvedimenti, sostenuto da una massiccia campagna mediatica destrorsa che esaltava quel decisionismo dai connotati vagamente ecologici. Ma quella politica mediatica, speculativa ed a costo zero non bastò nè a risolvere nè ad attenuare il problema, ma fece emergere le estese contraddizioni di questo ambientalismo del week end da quattro soldi.
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19th January 2010, 07:55 pm
Il 2010 si apre sotto i migliori auspici per il parco sovracomunale della Macogna, un’oasi già ribattezzata scaccia-discariche perchè vincolerà in modo restrittivo le modalità di recupero delle cave dell’Ate 14. Ottanta dei 402 ettari del nascente spazio verde ricadono infatti nel bacino estrattivo. Il progetto naturalistico ha compiuto ieri mattina un deciso passo in avanti: gli amministratori di Travagliato, Berlingo, Cazzago e Rovato hanno sottoscritto la convenzione per la costituzione dell’ufficio comprensoriale chiamato a gestire il parco.
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27th December 2009, 02:55 pm
(Con il più grande inceneritore d’Europa, da 800mila tonnellate, in funzione da oltre 8 anni, Brescia è portata in TV e sui giornali come esempio illustre da imitare. L’inceneritore avrebbe dovuto bruciare 250.000 tonnellate di rifiuti perché il resto, la parte più rilevante, sarebbe andata alla raccolta differenziata. Sennonché, quando l’impianto entrò in funzione con le due linee previste, si scoprì che le tonnellate incenerite erano circa il doppio, 500.000 anzichè 250.000. Con la terza linea saliamo a 800.000). Dov’è la verità? Qual’è il fabbisogno vero della provincia di Brescia?) Ecco l’approfondimento di Marino Ruzzenenti, esponente del movimento “cittadini per il riciclaggio” ed autorevole esponente dell’ambientalismo bresciano).
(di Marino Ruzzenenti) Su Bresciaoggi del 18 dicembre si torna a parlare del problema della Terza linea dell’inceneritore Asm in relazione all’ipotesi avanzata dalla Regione Lombardia di aprirla anche ai rifiuti urbani. Al di là del compromesso raggiunto tra Provincia e Regione, il dibattito a Brescia ha accuratamente evitato di affrontare il problema vero, dell’esagerato sovradimensionamento dell’impianto rispetto al fabbisogno provinciale.
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6th October 2009, 06:21 pm

P.za Vivanti - Mompiano (Bs)
Egregio direttore,
come consiglieri comunali del Pd di Brescia abbiamo presentato una Interpellanza – primo firmatario l’on. Emilio Del Bono – sulla vicenda della ristrutturazione di piazzale Vivanti, a Mompiano.
Con tale Interpellanza viene espressa una netta contrarietà al progetto della giunta Paroli che prevede un raddoppio delle volumetrie (da 5 a 10 mila mq.) per l’edificazione di un secondo grande complesso edilizio nella piazza. Con gravi problemi derivanti da una vera e propria congestione urbanistica, con complicazioni per parcheggi e mobilità, per la ricaduta negativa sulle attività commerciali in un’area interessata anche dall’intervento per la stazione della metropolitana.
Con la nuova decisione è stato modificato un precedente progetto della giunta Corsini che prevedeva un solo intervento che, viceversa, oggi si vorrebbe raddoppiare in base ad una logica basata esclusivamente su interessi economici e per nulla attenta alle ripercussioni negative per gli abitanti. Continue reading ‘Brescia: la ribellione alla cementificazione della città.’ »
17th August 2009, 11:48 am
Volevamo con la presente lettera sottoporre all’attenzione dei suoi lettori ciò che martedì 11 u.s. l’Istat ha reso pubblico tramite l’ annuale rapporto sugli ”Indicatori ambientali urbani’ .
I dati riferiti alla percentuale di raccolta differenziata che durante il 2008 la città di Brescia ha raggiunto è pari al 39,8%, dato al di sopra della media nazionale che è pari al 28,5% ma ben lontano dagli obiettivi e da ciò che il D.lgs.152/2006 prevede, cioè il 45% entro il 31/12/2008 e il 65% entro il 31/12/2012. Potrà esserci un colpo di reni, si spera, per avvicinarci quantomeno a tale valore, ma guardando più nel dettaglio l’andamento delle percentuali negli ultimi anni si evidenzia una tendenza che sta portando il bresciano a non essere vicino al progetto della raccolta differenziata stessa.
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14th March 2009, 03:26 pm
Ci risiamo col Cesio. Ancora contaminazione radioattiva di Cesio 137 in Valtrompia. Ancora pericolo per la salute dei lavoratori, dei cittadini e gravi conseguenze per l’ambiente. E ancora messaggi di rassicurazione a piene mani da parte delle autorità preposte. Un film già visto!
Al centro della scena questa volta la ditta “Assisi Raffineria Metalli”, una raffineria di Sarezzo che seleziona e trasforma il rottame in materia prima. In questa occasione le apparecchiature radiometriche di controllo – diversamente da quanto successe oltre un anno fa alle Acciaierie venete di Sarezzo e alla Fonderia Rivadossi di Lumezzane – hanno funzionato, anche se non immediatamente all’entrata, bensì durante la fase della tritatura del materiale prima della fusione. Così e stato dato l’allarme abbastanza tempestivamente. Tecnici della’ARPA, Vigili del Fuoco e Carabinieri sono immediatamente intervenuti per valutare lo stato di contaminazione degli impianti che sono stati cautelativamente messi sotto sequestro. E’ stato individuato anche il camion che ha effettuato il trasporto e, presumibilmente, sarà stata individuata la provenienza del materiale radioattivo. Ci auguriamo quindi indagini rapide, approfondite e provvedimenti adeguati dalle autorità preposte..
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11th March 2009, 10:42 pm
Dopo la firma dell’accordo italo-francese per la costruzione di centrali nucleari in Italia, è subito iniziata la propaganda, politica ma anche industriale, per portare l’opinione pubblica verso l’accettazione del nucleare. Le principali ragioni del “partito del sì” al nucleare sono piuttosto deboli e fondate su imprecisioni. Inoltre, vengono sempre raccontate senza fornire i dati ufficiali dei bilanci energetici nazionali degli ultimi anni, giocando sul fatto che l’italiano medio non sa quanta energia viene prodotta in Italia, e quanta ne viene consumata.
La prima motivazione del sì è di solito il fatto che importiamo energia elettrica dalla Francia e dalla Svizzera, e che senza quell’energia noi non potremmo muoverci.
Che importiamo energia dalla Francia e dalla Svizzera è vero, ma senza quell’energia, in particolare quella francese, ci muoveremmo facendo finalmente lavorare le nostre centrali. Al momento, essendo in Italia il mercato dell’energia libero e privatizzato, le centrali elettriche italiane lavorano meno di quanto potrebbero. Succede sempre, quando il mercato è libero: i privati tendono a ridurre i costi di gestione delle centrali e massimizzare i profitti. La Francia, e non solo perché produce energia per via nucleare, fa dei prezzi che di notte sono inferiori a quelli praticati dalle centrali italiane. Continue reading ‘Nucleare italiano: luoghi comuni e scelte obsolete.’ »
1st March 2009, 09:48 pm
Berlusconi non ha dubbi e formalizza il ritorno del nucleare in Italia, illustrando l’accordo di cooperazione energetica siglato con il presidente francese Nicolas Sarkozy. E l’inquilino dell’Eliseo immediatamente conferma, offrendo all’Italia “collaborazione piena ed illimitata”. E’ il primo passo di “una politica nucleare comune tra Italia e Francia in una prospettiva paritetica e di lungo periodo”, sottolinea Berlusconi, spiegando che l’Italia collaborerà alla realizzazione di altre centrali nucleari in Francia e in altri Paesi e costruirà centrali nucleari anche sul proprio territorio. Centrali che, come raccontato più volte su queste pagine, l’Italia non è in grado di costruire da sola. Infatti Berlusconi afferma anche che la Francia “ci ha messo a disposizione il suo know-how”, un insieme di conoscenze che l’Italia ha perso dopo il 1987 e che, anche per il nucleare, la rende fatalmente dipendente dall’estero.
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