Gli utili idioti

(Consigliamo la lettura delle spiegazioni di seguito ipotizzate che sono tratte dal sito:  http://etleboro.blogspot.com/ – del 20 ottobre 2008. Per certi aspetti forse fantasiose, per altri assai realistiche). Ecco il testo originale:

Banchieri, dirigenti di gruppi bancari ed industriali sono ormai d’accordo per l’ennesima truffa, per arrivare a nazionalizzare un debito creato dalla speculazione. Le Banche non hanno più banconote e l’emissione del denaro “a debito” per coprire i buchi delle società di speculazioni è ormai al limite, mentre nel frattempo cominciano a fallire gli Stati. Ma chi ha fatto scatenare questi ingranaggi e perchè il suo obbiettivo è quello di far cambiare l’economia mondiale? 

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Il ruolo delle agenzie di rating, complici del disastro.

Nessuno dubita che le banche siano le principali colpevoli della crisi che sta mettendo in ginocchio la finanza e l’economia globali. Eppure, come sostiene Joseph Stiglitz, studioso delle asimmetrie informative nei mercati e premio Nobel per l’Economia 2001, “le banche non sarebbero riuscite a fare tutto quello che hanno fatto senza la complicità delle agenzie di rating”. Infatti in assenza del misterioso procedimento alchemico di Moody’s e di Standard & Poor’s, i mutui in sofferenza concessi in allegria senza adeguata documentazione sarebbero rimasti quello che sono, una spina nel fianco; invece sono diventati il cosiddetto “sottostante” di titoli con il rating migliore possibile (AAA). Parla chiaro il comunicato stampa con cui lo scorso 8 luglio la Securities and Exchange Commission ha riportato gli esiti di un’inchiesta sulle tre principali agenzie di rating (Fitch Ratings, Moody’s Investor Services, e Standard & Poor’s): l’organismo di controllo americano rimprovera loro la difficoltà che hanno dimostrato nel mantenersi al passo con i prodotti sempre più complessi di cui però continuavano imperterriti a stimare il merito di credito;
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Banche: Truffe, raggiri o circonvenzione d’incapace?

Parecchi risparmiatori sono a dir poco allarmati. Stanno scoprendo direttamente dalle banche delle quali sono clienti che i loro risparmi, investiti come sicuri,  non sono tali o,  peggio, che si sono volatilizzati.

Imbarazzati bancari, interpellati, balbettano giustificazioni facendosi scudo dietro termini tecnici come “unit, index, default, Lemhman Brothers,  rating,  derivati“; termini familiari solo agli addetti ai lavori .

Ma cosa è successo?

Dopo l’ultima ubriacatura di borsa del 2001 la stragrande maggioranza dei risparmiatori,  “scottati” dall’illusione della facile ricchezza della finanza, chiedevano tranquillità e sicurezza. Ed ecco allora la proposta delle banche di prodotti assicurativi con capitale garantito alla scadenza del contratto, anzi doppiamente garantito (banca + assicurazione) e ampiamente pubblicizzato. La parola dominante era GARANZIA . Peccato che …. … … Continue reading ‘Banche: Truffe, raggiri o circonvenzione d’incapace?’ »

Banche: aiuti di stato imperativo categorico


Crollo dei mercati, borse a picco in tutto il mondo, risparmi di milioni di persone polverizzati,  rischio di un altro spaventoso 1929. Nessuno sa indicare chi siano i responsabili. Tuttavia è curioso commentare che coloro che per anni, se non decenni, hanno diffuso  la dottrina della deregulation e delle privatizzazioni, liberi dagli Stati, affinché la comunità economica e finanziaria potesse agire indisturbata, sono gli stessi che ora chiedono l’aiuto pubblico, gli aiuti di Stato come interventi indispensabili per salvare le loro ricchezze e ridare fiducia ai mercati. Chiedono che il disastro economico, oggi attribuito al sistema bancario,  sia pagato dalle casse comuni.

Appena ieri si chiedeva agli Stati di non intralciare, di non imporre troppe  regole, di lasciare solo al mercato il ruolo di arbitro. In cambio la comunità finanziaria prometteva di  “creare valore”, formula questa a dir poco magica,  per l’accattivante promessa di distribuire benessere e ricchezza a tutti o quasi. Una Continue reading ‘Banche: aiuti di stato imperativo categorico’ »

Sconfitti, e silenti malgrado gli immani disastri del sistema finanziario capitalistico

Viviamo tempi drammatici segnati da rilevanti trasformazioni. – Il processo di globalizzazione neoliberista e capitalistica attraversa senz’altro delle difficoltà ma non è affatto in crisi, anzi. – Il capitalismo è più in forma che mai e ha a disposizione tutti gli strumenti (anche i meno liberisti, come l’intervento dello Stato che si accolla i debiti delle banche) per risolvere i suoi disastri o le sue smagliature perché è ovviamente consapevole delle ricadute che potrebbero esserci sull’intero sistema economico e produttivo nazionale e internazionale. Quanto sta avvenendo mette a nudo anche un’altra caratteristica della situazione attuale: l’assenza della politica nei processi economici e sociali. -

Il sistema finanziario ha utilizzato, senza alcun controllo pubblico, una quantità di risorse che non aveva con il rischio reale che ciò possa avere conseguenze pesantissime sull’intero sistema. – Questa vicenda però non stupisce perché è la conseguenza di politiche portate avanti da tantissimi anni. – Continue reading ‘Sconfitti, e silenti malgrado gli immani disastri del sistema finanziario capitalistico’ »