Dal mondo dei DS di Brescia …. pubblichiamo…
Fin da quando, nel 2003, fu avanzata la proposta, abbiamo condiviso il progetto di dare vita in Italia a un nuovo partito capace di unire le diverse culture politiche del riformismo italiano. Un partito democratico, nel quale la sinistra italiana ritrovi la continuità della propria storia e la permanenza dei propri valori, è innanzitutto un bisogno del Paese, è una risposta necessaria alla crisi della democrazia italiana.
Perciò, se non si misura con il bisogno di innovazione politica, rischia di essere sterile la dialettica aperta tra i vertici (e nei vertici) della Margherita e dei Ds sui tempi, le modalità organizzative, i rapporti di forza, le parentele europee, le future leadership… Così come consideriamo ridicola la disputa tra chi non vuole morire socialista e chi non vuole morire democristiano.
segue….“Sono cose di ieri”, come ha scritto un leader di primo piano dell’ex Pci, Alfredo Reichlin. Nello stesso tempo, non comprendiamo i preannunci di mozioni o, peggio, la minaccia di scissioni in un fase in cui un vero confronto sulle ragioni e sulle finalità del progetto non è stato neppure avviato.Così non va. Il partito nuovo di cui l’Italia ha bisogno va fondato saldamente su una aggiornata interpretazione della realtà e su una idea di futuro. Serve un partito nuovo perchè viviamo in un mondo nuovo.
Il Novecento è alle nostre spalle, non solo per ragioni cronologiche. E’ cambiata la morfologia sociale, sono mutate le forme della produzione e i rapporti di lavoro. Sono cadute storiche barriere alla circolazione di merci, persone, capitali, culture. Le società occidentali sono alle prese con il passaggio complesso della multietnicità. Il balzo della scienza e della tecnica pone alla politica inedite questioni. Si manifestano nuove sensibilità, emergono nuove linee di frattura etiche e culturali, si rivendicano nuovi diritti di cittadinanza. In definitiva, sotto la spinta di radicali trasformazioni le vecchie strutture del welfare, delle istituzioni e della rappresentanza sociale e politica non reggono più. Servono nuove idee, nuove regole, una nuova statualità, nuove classi dirigenti.Solo in questo contesto acquista un senso il progetto di fare convergere le diverse culture del riformismo italiano in un nuovo partito democratico. Al di fuori di questa dimensione etico-politica, aggirati i problemi che essa pone, il progetto del partito democratico si immiserisce e si riduce a un’operazione di scomposizione e di ricomposizione a somma zero del ceto politico di centrosinistra. Questo livello non ci interessa. Al contrario, dichiariamo interesse e disponibilità a cogliere una grande occasione di rinnovamento della sinistra italiana, chiamata a rispondere alla crisi del Paese dentro un disegno politico nuovo e coraggioso. Costruire il partito democratico e rifondare la sinistra sono la stessa cosa.
Il problema non è quanta storia della sinistra dobbiamo portare con noi, ma quanta innovazione e discontinuità abbiamo la volontà di introdurre nel nuovo soggetto politico. Perchè l’identità contiene la memoria ma non si esaurisce in essa. Identità è soprattutto ciò che sei, sono le parole con cui descrivi la realtà, che non è più il Novecento ma l’enorme novità del mondo di oggi. Sono le strade nuove che intendi percorrere, non quelle che hai già percorso, è la missione che ti dai, in Italia e nel Europa. Ed è qui che si colloca lo spazio di un nuovo partito: nella scelta, anzi nella necessità storico-politica, di cercare nuove risposte e di percorrere nuove strade non da soli ma con le altre culture del riformismo italiano, poste di fronte al medesimo passaggio d’epoca, alle prese con i medesimi problemi.Anche nel resto d’Europa altre formazioni politiche di sinistra e di centrosinistra sono alle prese con questioni inedite e imboccano strade inesplorate. In effetti, il legame con la grande famiglia del PSE è assicurato soprattutto dalla comune ricerca di nuove politiche, adeguate alle trasformazioni radicali che investono il vecchio continente.Per queste ragioni, il congresso che ci attende ha una portata storica. La scelta che ci accingiamo a compiere ha un valore strategico per il futuro della sinistra e del Paese. Ciascuno di noi è chiamato ad assumere una posizione non pregiudiziale e una piena disponibilità al confronto. Ci rivolgiamo al segretario del partito, Piero Fassino, e gli chiediamo di portare la discussione, a partire dal prossimo Consiglio nazionale, sul piano delle motivazioni storico-politiche e delle prospettive di trasformazione del Paese, sottraendola al circolo vizioso di un confronto mediatico, tutto interno al ceto politico, promuovendo un largo e trasparente confronto dentro e fuori il partito, tra i soggetti politici e la società.Agli iscritti e agli elettori bresciani dei DS diciamo di avere fiducia nelle sorti della sinistra italiana e di credere nel progetto di rinnovamento legato alla nascita del partito democratico, sostenendone le ragioni e partecipando, in tutte le sedi, al confronto che si aprirà.
“Promotori:Ermanno Lancini, Gianbattista Ferrari,Laura Parenza,Pierangelo Ferrari, Franco Tolotti, Paolo Corsini, Carlo Fogliata, Aldo Rebecchi, Carlo Panzera Sindaco di Vobarno – Presidente ACB Luciano Bono Direzione provinciale, Guido Alberini Consigliere Comunale Brescia, Natale Azzini Sindaco Fiesse, Maurizio Billante Consigliere Comunale Brescia, Raffaele Bocchi Direttivo Centro Storico, Manlio Bonincontri Sindaco Tignale, Roberto Cammarata Direttivo Mompiano, Luciano Cometti Direzione provinciale, Rosangela Comini Direzione provinciale, Renato Fontana Direzione provinciale, Giuseppe Franzoni Vicesindaco Ghedi, Vito Lupi Direzione provinciale, Dante Mantovani Sezione VII Circoscrizione, Pino Mulè Direzione provinciale, Silvano Nember Sezione VII Circoscrizione, Gianbattista Peli Vicesindaco Manerbio, Stefano Quarantini Direzione provinciale, Enzo Raco Direzione provinciale, Arcangelo Riccardi Vice Sindaco Villachiara, Marco Rota Vice Sindaco Rodendo Saiano, Lanfranco Scalvenzi Direzione provinciale, Paolo Troletti Direttivo provinciale, Mario Venturini Assessore Brescia, Rocco Vergani Consigliere Comunale Brescia, Ugo Zecchini Direttivo Oltremella