Il ritorno di Mentana alla guida di un TG ha coinciso con un successo straordinario di pubblico e di ascolti. La piccola, minuscola TV 7 riesce già a gareggiare con i colossi di TG1, TG5, TG2, TG4 ed anche TG3, tutti dotati budget milionari incomparabili con la salute precaria della 7. Ma la misura degli ascolti costituisce un dato eloquente che si impone, volenti o dolenti, come notizia fortunatamente non oscurabile.
Come questo risultato sia stato possibile è facile da intuire: gli attuali TG sono diventati inguardabili, vergognosamente al servizio del padrone che ne controlla, da una parte, la proprietà e dall’altra il completo controllo politico. Il risultato è sotto gli occhi: la faziosità si manifesta in tutte le edizioni a cominciare dai titoli, per proseguire nei servizi, nelle immagini, nei tempi e testi dedicati ai singoli episodi, nella selezione stessa delle notizie. Continue reading ‘Mentana ed il miracolo della normalità’ »
Una nuova TV di massa, alternativa a Rai e Mediaset, costituisce certamente il dato più spettacolare ed impressionante di Raiperunanotte, la trasmissione di Santoro contro la censura, trasmessa in diretta su piattaforme satellitari, analogica e digitale, sulle emittenti locali ed internet.
Un’esperienza che apre finalmente nuove speranze ad una informazione libera, equilibrata, indipendente.
Che non gliene fregasse proprio niente delle celebrazioni del 25 aprile al Pres. Berlusconi era cosa nota a tutti, troviamo qundi condivisibile, l’osservazione di Moni Ovadia su questo inconsueto 25 aprile “Nel giorno dell’antifascismo, in cui ricordiamo la fondazione della democrazia italiana nella sua pienezza, con Berlusconi in piazza noi legittimiamo la sua posizione anomala e patologica. Finchè non uscirà dalla politica non potremo ristabilire la legalità democratica nel paese. Il grande problema è questa sinistra riformista che non fa opposizione e permette al presidente Zelig di recitare anche la parte dell’antifascista”.
E dopo il Presidente operaio dovevano risparmiacelo, il Presidente Partigiano, perchè proprio questa immagine costituisce la prova che non c’è più limite all’ipocrisia. Nel declino della politica dei nostri giorni si può sostenere il tutto e poi il contrario di tutto, con un semplice giro di valzer, e tutti ne sorridono. E l’informazione che dovrebbe come minimo smascherare questa roba qui, è ormai tutta in ginocchio.
Immagino che abbiate letto su Repubblica del 3 dicembre la cronaca intitolata “Giulio evitiamo un’altra predica di quella là”. Secondo il cronista alle 14,30 di martedì 2 dicembre Berlusconi da Tirana telefona a Tremonti che sta Bruxelles: “Giulio ragioniamoci. Vediamo se è possibile, se ci sono i margini. Non è che io possa reggere quella lì, col seguito di cui gode, anche domenica prossima, una nuova predica contro il governo a ridosso delle partite”. Quella lì, la “tipa” che B. non può reggere si chiama Ilaria D’Amico e conduce per Sky un programma domenicale dedicato al football. Molto seguito naturalmente.
LA DISTRUZIONE del linguaggio è la premessa di ogni futura distruzione. Se si ricorda il presagio di Karl Kraus, è indispensabile esaminare nei suoi esiti più radicali la semplificazione del discorso pubblico del governo che appare così vincente e convincente da far sostenere a Edmondo Berselli che “la democrazia contemporanea è più vicina a un format che a un complesso strutturato di regole”; a Michele Serra che “la sinistra” deve darsi da fare, lungo questa strada semplificatoria, per sopravvivere nell’èra del “pensiero sbrigativo”; a Marino Niola che “ridotta a format, l’offerta politica contemporanea fa riaffiorare mitologie che appartengono agli strati più remoti della rappresentazione del potere”. Continue reading ‘La nuova lingua del potere’ »
Settimana di ferragosto. La più povera estate degli ultimi quindici anni sta per volgere al termine. Profittando dell’infausto momento di pausa, si cerca di tirar le somme per questi primi 100 giorni di governo-Berlusconi. A sorpresa, arriva l’elogio del settimanale USA Newsweek. Nel ripercorrere i momenti salienti di questo primo scorcio di legislatura, la rivista d’oltreoceano parla di “miracolo”. “Dallo stato d’emergenza per combattere l’immigrazione clandestina, alla legge per la raccolta delle impronte digitali dei rom – sostiene Jacopo Barigazzi – il cavaliere ha fatto l’impossibile”. Ma l’entusiasmante analisi statunitense non incontra il seguito sperato. Tra l’altro, rimane il sospetto di qualche malizioso sull’effettiva “criticità del pezzo”. Jacopo Barigazzi (anatomista, clinico e chirurgo cinquecentesco) risulterebbe infatti, un banale quanto enigmatico pseudonimo.
In realtà, l’attività del quarto esecutivo del cavaliere continua ad essere duramente criticata e, a dispetto dei sondaggi trionfali, che vedono Berlusconi in piena luna di miele con l’elettorato, le fila dei detrattori s’ingrossano giorno dopo giorno. Così, dopo le denunce europee e le contestazioni dell’ONU, nella lista nera dell’esecutivo, finisce per sbucare anche il nome di Famiglia Cristiana.Continue reading ‘Famiglia Cristiana ed il Duce che ha sempre ragione.’ »
(pubblichiamo la lettera di adesione di Umberto Eco alla manifestazione indetta per l’8/7/2008 indirizzata agli organizzatori Furio Colombo, Paolo Flores d’Arcais, Pancho Pardi)
Edizioni Valtrompia srl è stata condannata a risarcire la somma di Euro 68.150 a Lumenergia per inadempienza contrattuale. Si conclude così con una sentenza defintiva uno dei primi contenziosi sollevati dai nuovi amministratori di Lumenergia subentrati nella gestione della società pubblica dopo la sconfitta elettorale del centro-destra di Lumezzane nel 2004.
L’altra città aveva sollevato il problema di Lumenergia tempestivamente, ma quasi in solitudine, segnalando gli intrecci fra politica locale ed affari che rendevano opaco il governo locale di Forza Italia. Avevamo ammonito la politica a non utilizzare risorse pubbliche per attività che di istituzionale avevano ben poco. E il caso del giornale della Valtrompia era per noi un esempio emblematico, laddove abbondanti risorse provenienti da un’azienda pubblica erano di sostegno ad un’attività giornalistica palesemente parziale. Continue reading ‘Condanna per Edizioni Valtrompia’ »
Davvero saranno stati 120 mila i presenti al V2 day di Grillo a Torino? O saranno stati 100 mila? O 80 mila? La cosa sicura è che quella di Grillo è stata la manifestazione che ha avuto più presenze e ricevuto più adesioni di qualsiasi altra tenuta quel giorno. Certo: non bisogna farsi impressionare dalla folla. Ma questa non era folla camellata, trasportata da treni o pulman generosamente offerti ma gente che per esserci aveva messo del suo: tempo, entusiasmo e denaro. E poi – vogliamo dirlo? – era una folla più variegata e più giovane di qualsiasi altra piazza di quel giorno. Una piazza che ha mandato una ovazione ai partigiani quando Grillo dal palco ha detto “Oggi è il 25 aprile 2008. La festa della Liberazione. I nostri padri, i nostri nonni non hanno finito il lavoro. Non per colpa loro. Se noi avessimo il loro cuore e il loro coraggio non saremmo finiti così. I partigiani hanno liberato l’Italia dal nazifascismo per ritrovarsi con l’occupazion e americana….”. Eccessivo? Forse. Continue reading ‘V2 Day, CONTRO L’INFORMAZIONE che disinforma’ »