Pagani: La Lega, il lavoro ed i tradimenti presunti

(Rinaldi (Lega) – Pagani (PD) è in atto un confronto, uno scambio di battute che incomincia a concentrarsi sui contenuti. Vedremo. La lettera di Paolo Pagani, responsabile provinciale del lavoro del PD di Brescia, argomenta quei motivi che, a suo giudizio, vedrebbero la Lega tradire quel popolo del lavoro di cui si spaccia paladina. Ecco la lettera:)

È così da sempre. Quando non si può rispondere nel merito delle critiche ci si rifugia in un altrove. Così fa il segretario cittadino della Lega Nord che, rispetto al j’accuse del Pd sulla politica di Berlusconi e Bossi in materia di lavoro, rispolvera la stucchevole tesi di un Pd con la testa nell’800.
Mi sembra la stessa lunghezza d’onda di Marchionne che dice: la Fiat guarda avanti, i lavoratori sono fermi a prima di Cristo. È evidente che anche da qui passa il tentativo di uscire dalla crisi con un’ulteriore svalutazione del lavoro.

Spiace che Matteo Rinaldi (lega nord BS ndr) non ne sia consapevole. All’origine infatti di questa crisi ci sono due cause precise: la crescita a dismisura delle disuguaglianze e la subordinazione del lavoro (di tutto il lavoro: autonomo, professionale, dipendente) alla rendita e alla finanza. Due dati. Negli ultimi vent’anni per ogni dollaro di crescita reale 58 centesimi sono andati all’1% più ricco della popolazione. Il valore globale dell’economia di carta, che fa i soldi coi soldi, è quattro volte quello della produzione materiale. Tutto il lavoro è sottoposto ad un inedito sfruttamento. È giusto sapere che la Lega è sempre stata nel campo di forze che sono responsabili di questo stato di cose.

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Bersani: Si all’Ulivo per un parlamento di eletti veri, senza vincoli di mandato.

A fronte di numerose brutte notizie in politica, è possibile richiamare l’attenzione, finalmente, su una buona. Con possibili e auspicabili riflessi anche su scala bresciana.
Alcune settimane fa Galli Della Loggia fotografava l’Italia come “un Paese senza politica” ed evidenziava, oltre alle pesanti responsabilità del governo Berlusconi, anche l’afasia dell’opposizione, concludendo che: “Ormai il Paese ascolta anche l’opposizione nella più totale indifferenza”.
Devo dire che da settimane non riuscivo a nascondere l’amarezza per la paralisi del Pd, spettatore immobile di fronte ai protagonisti – Berlusconi, Bossi e Fini – che occupavano la scena politica con le loro contrapposte anime del centro destra.

Ed il Pd immobile, anche di fronte all’iniziativa di Casini che non trovava nell’opposizione alcuna significativa sponda politica. Quasi che il Pd, in attesa d’una futuribile alternativa, non fosse interessato agli eventi.

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La disinvoltura di Lega e PDL a Brescia: Se modesto lo spreco sarebbe accettabile!

Fabio Capra - PD Brescia

(lettera aperta del consigliere comunale del PD di Brescia Fabio Capra in merito ai comportamenti del leghismo bresciano, rigoroso, forte ed inflessibile con i poveri cristi, quanto indulgente e disinvolto con se stesso e con lo spreco delle risorse pubbliche. Ecco la lettera)

Merita un commento la sbrigativa e imbarazzata risposta del vicesindaco di Brescia, Fabio Rolfi, a una mia interrogazione (nr. 2 copie di abbonamento al quotidiano di partito della Lega La Padania pagato dal Comune di Brescia, ndr) E’ accaduto nell’ultimo consiglio comunale. Avendo letto nella determina dirigenziale n. 785 del 25 marzo scorso, che la sua segreteria e il settore Sicurezza, sempre dallo stesso dipendente, si erano dotati di abbonamento al quotidiano La Padania a spese del comune, chiedevo al sindaco se valutasse corretto l’acquisto di giornali di partito con i soldi di tutti i cittadini. E per quale ragione non uno, ma ben due abbonamenti per il medesimo assessore.

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Le sfide del PD dopo le sconfitte

All’indomani della batosta elettorale del Pd si registra un profondo scoramento. Qualunque sia stata la linea adottata dai vari segretari (Veltroni, Franceschini, Bersani) il risultato non è cambiato. L’amarezza è ancor più profonda, se fondata è la considerazione fatta da Prodi che, con la nascita del PD veltroniano, è stato inferto il colpo di grazia al suo governo.

Al recente incontro di Castenedolo ci si aspettava una qualche novità. Ma la brillante Lectio Magistralis di D’Alema non si è spinta oltre la politologia che riflette sul “che dire?”, ma che elude l’imperativo del “che fare?”. Peccato, vista l’autorevolezza di interlocutori come Martinazzoli e Tabacci ed il pubblico politicizzato nella sala civica dei Disciplini.
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Intervista a Girelli: necessario confrontatarsi sui contenuti e radicarsi sul territorio

girelli

Girelli Gianantonio

Riprendiamo da “bsnews.it” l’intervista che Federica Papetti ha ottenuto dal neo-consigliere regionale del PD Gianantonio Girelli. Le riflessioni del Girelli non brillano certo per spunti autocritici e nemmeno per la puntualità delle analisi, tuttavia è da condividere il richiamo sulla necessità rivolta ai militanti ed attivisti del PD affinchè ritornino sul territorio misurandosi e competendo sui contenuti della proposta politica programmatica del PD.  Tutto il resto rimane più o meno all’interno del perimetro delle banalità. Comunque ecco l’intervista:
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Gianatonio Girelli è stato il candidato più preferenziato del Pd e, mentre si prepara ad insediarsi al Pirellone con il collega Gianbattista Ferrari, gli rivolgiamo qualche domada per  avere un suo punto di vista in merito al risultato del  partito in provincia di Brescia.

Qual’ è la sua analisi del voto in provincia di Brescia relativamente ai consensi ottenuti dal Partito Democratico?
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PD: Ritrovare la sintonia perduta della nostra radice popolare.

pdCon una lettera al segretario Pier Luigi Bersani, 49 senatori del PD riflettono sulla sconfitta e  sui molteplici spunti che investono identità, programmi ed azione. Infine chiedono di focalizzare  le iniziative necessarie per contrastare  il sultanato che devasta il paese.  Ecco le parti salienti:

Caro Segretario, ci troviamo di fronte a un momento della vita del nostro Paese rispetto al quale s’impongono, da parte di tutti noi, una maggiore generosità nell’impegno, una più partecipata attività politica e una nuova consapevolezza riguardo l’effettiva portata dell’emergenza democratica in cui viviamo, il lavoro ordinario non basta più. I ritmi ortodossi sono troppo lenti. Le liturgie della casa sono stantie.

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Corsini e Bragaglio per la riconferma di Arturo Squassina consigliere regionale del PD

squassina

Arturo Squassina

Cara Redazione,

Colgo   l’occasione, per  inviarvi una lettera dell’on. Paolo Corsini a favore della candidatura del consigliere regionale del Partito Democratico – Arturo Squassina – con cortese preghiera di pubblicazione.
Ringrazio e saluto – Claudio Bragaglio -

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Ringrazio sentitamente, anche a nome del Comitato SQUASSINA-IN-LOMBARDIA, di cui faccio parte.
torno a farmi vivo dopo un periodo per me abbastanza impegnativo perché dedicato alla rifinitura di alcuni saggi che ho dovuto consegnare a curatori di convegni o a case editrici.
Attualmente sto lavorando ad un contributo dedicato al tema: “L’influenza di don Mazzolari sulla Chiesa e la società bresciana”, contributo che presenterò sabato 13 marzo nell’occasione di una iniziativa presso il centro Paolo VI di Brescia.
Senza contare il lavoro parlamentare che, soprattutto in commissione, recentemente mi ha assai preso. Conclusa questa fase tornerò a scrivere su temi di attualità politica e su argomenti di natura storica.
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Bragaglio: Ripartire dall’Ulivo per salvare il PD

Claudio BragaglioCara Redazione,
Desidero esprimere la speranza che, dopo i sogni coltivati con la nascita del PD, non vi siano i contraccolpi di eventuali prossime delusioni e, al seguito, anche le tentazioni – e qua e là già si avverte un brontolio – sulla necessità di nuovi soggetti politici. Per me, comunque vadano le elezioni, il PD deve rimanere un “punto fermo”.
E mi sento di sostenere questo, pur essendo convinto che a suo tempo non vi fossero le migliori condizioni per fondare il PD. Ma una volta nato, il Partito va ben costruito. Come nella vita, serve a nulla recriminare su una “improvvida notte di follia”. Quando un processo prende vita, esso va fatto crescere. Ed è questa la vera difficoltà che abbiamo di fronte. Consapevoli, oltretutto, che nel PD si ritrovano in tanti che mi auguro abbiano esaurito l’obbligo biblico d’una loro moltiplicazione, avendo già fatto nascere fin troppi partiti!  Ma con realismo e lucidità va pure detto che i problemi del PD sono quasi gli stessi dell’Ulivo, aggravati da un bel mucchio di voti in meno.

Rifare l’Ulivo”: dice bene Chiamparino. E’ per me, questo, un gradito invito a rivedere un bel film, con la speranza, però, di non ritrovarci in un cinema sbagliato. Sono tra quanti ritengono che l’Ulivo sia stata l’idea più innovativa del centrosinistra, ma constato amaramente che tra i rianimatori di oggi ritrovo anche chi ha operato chirurgicamente per spedirlo dritto nell’aldilà.
Ripartire dall’Ulivo per salvare il PD.

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Quale coerenza del PD se anche Bersani dice NO alle primarie?

bersani

segretario PD Bersani

Dicendo di no alle primarie per scegliere i governatori in Lazio e in Puglia a mio parere il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, commette un doppio errore. Danneggia la candidatura di Emma Bonino che ne sarebbe uscita rafforzata (a prescindere da quel che pensano i radicali). Viola lo statuto del Partito Democratico che sulle primarie per i candidati a cariche monocratiche è assai chiaro.

Perchè lo fa, allora? Perchè Bersani ha una concezione della politica per cui le primarie sarebbero un accessorio da utilizzare o accantonare secondo convenienza dei professionisti al vertice. Peccato non lo abbia dichiarato prima: concorrendo nelle primarie per diventare segretario, presentò pochi mesi or sono un documento in cui si impegnava a fare il contrario di quel che sta facendo.

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Dal PD lettera aperta al Sindaco che non c’è

paroliEgregio signor sindaco,
anche la nostra Brescia, come tutto il paese, soffre gli effetti di una crisi economica pesantissima le cui conseguenze ,nonostante i facili ottimismi di alcuni, sono ancora in larga parte da scontare.
In questi mesi abbiamo assistito anche nella nostra provincia ad un massiccio ricorso alla cassa integrazione guadagni da parte delle imprese, soprattutto le medie e piccole, al punto che oggi nella provincia i lavoratori interessati sono circa 70.000 per molti dei quali è viva la minaccia di un futuro licenziamento. In città si vanno moltiplicando i casi di fabbriche che rischiano di chiudere i battenti o che, una volta esaurite le scorte di magazzino che hanno permesso fino ad ora di resistere, si rivolgeranno a loro volta agli ammortizzatori sociali i cui fondi sono per altro in via d’esaurimento. Le piccole attività autonome, commercianti ed artigiani, soffrono sempre di più la stagnazione dei consumi con seri rischi di chiusura dell’attività.
Le famiglie sopportano con enormi sacrifici tutto il peso di questa situazione che, purtroppo, sul piano occupazionale e dei consumi ancora non ha mostrato ancora il suo lato peggiore.
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