La religione impedisce di ragionare

veronesi(Da Corriere.it) “La religione, per definizione, è integralista, mentre la scienza vive nel dubbio, nella ricerca della verità”
La religione impedisce di ragionare mentre la scienza vive nella ricerca della verità. Sono mondi molto lontani. Umberto Veronesi, nel corso di Sky Tg24 Pomeriggio, ha spiegato i motivi che, da scienziato, lo hanno portato ad allontanarsi dalla fede.

«Scienza e fede non possono andare insieme - ha affermato l’ oncologo - perché la fede presuppone di credere ciecamente in qualcosa di rivelato nel passato, una specie di legenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza il diritto di mettere in dubbio i misteri e dogmi che vanno accettati o, meglio, subiti».

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Lumezzane: Parroco e Giornale di Brescia smentiscono: non era un minareto, era una candela.

PhoenixSimboliReligiosiC’è voluto il giornale di Brescia (vedi articolo GBs nei commenti) per rivelare la verità: non era un minareto quello rappresentato dall’oratorio di Lumezzane, ma semplicemente una candela. Una rivelazione per la verità abbastanza scontata e banale in quanto, fin dal primo minuto, gli intenti dell’oratorio erano abbastanza chiari, come del resto per l’altracittà, il primo blog a darne notizia con spirito assolutamente pacificatorio. La diffusione della notizia infatti, si focalizzava – a prescindere dalla volontà degli autori – sulla gigantesca immagine notturna,  bella,  ma dai caratteri ambigui: ci si poteva vedere l’originaria idea della candela, segno di luce e speranza per i credenti, ma anche la torre del minareto, luogo di preghiera ed emblema del possibile dialogo interreligioso.

Un’immagine quest’ultima molto opportuna ed attuale nei nostri territori contaminati da una crescente xenofobia.  Appariva quindi straordinariamente efficace che questa idea, consapevolmente o meno, fosse stata immaginata dai ragazzi dell’oratorio di Lumezzane. Peccato che dal pulpito  il parroco di Lumezzane don Giulio  si sia affrettato a precisare il disegno originario,  rassicurando i parrocchiani, preoccupato più delle obiezioni degli integralisti che dei fedeli impegnati a diffondere messaggi di accoglienza e di rispetto verso tutte le religioni.
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Analogia Bellinzona-Lumezzane: Il minareto nel presepe

Minarets in Swiss church nativity display

Presepe di Bellinzona

Dopo il referendum,  promosso dalla estrema destra nazional-conservatrice,  che ha bocciato la costruzione dei minareti in Svizzera, nella chiesa del Sacro cuore a Bellinzona (Ticino),  il presepe voluto dai parroci vede Gesù bambino circondato da minareti, esattamente così come appare nella foto qui accanto.

E’ una iniziativa semplice ma di grande impatto emotivo, con vaga analogia con l’iniziativa promossa dall’Oratorio di Lumezzane. E’ una prova di dialogo interreligioso, una prova di apertura e di accoglienza efficace e concreta, certamente in linea con le indicazioni dei Vescovi svizzeri  che hanno espresso la loro preoccupazione per il duro colpo inferto alla politica dell’integrazione. Anche il Vaticano ha sostenuto che non si puo’ impedire la liberta’ religiosa di una minoranza, opinione quest’ultima, ormai assodata,  non è un caso,  che la più grande moschea europea sia stata costruita a Roma con l’esplicita approvazione del papa.
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White Christmas a Lumezzane nel segno del minareto.

minareto

Minareto a Lumezzane

L’immagine del minareto notturno che si può ammirare nel campo di calcio dell’oratorio di San Sebastiano evoca sentimenti natalizi di straordinaria efficacia che, anche nel silenzio notturno lumezzanese, sembrano genuinamente banalizzare le note derive xenofobe della nostra provincia, fino ad oggi terra di lavoro e di accoglienza.

Consapevolmente o meno questa immagine costituisce un emblema innovativo per Lumezzane, un emblema,  questo si, di una civiltà della convivenza rinnovata e arricchita dalle diversità. Un paese che crede nella libera circolazione e libertà di stabilimento delle persone, fondamenti dei valori indivisibili ed universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà!

Marco Travaglio: Ma io difendo quella croce

marco-travaglio(di Marco Travaglio) Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io.

Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.
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Non tutta Brescia accoglie il Papa

papabrescia(da Bresciapoint.it) L’8 Novembre 2009 è annunciata la visita del pontefice a Brescia. Molti fedeli di certo non perderanno l’occasione per accoglierlo. Ma credo che non tutta Brescia accolga il Papa.

Ufficialmente in Italia non c’è una religione di stato, ma la Chiesa Cattolica Apostolica Romana sembra ignorarlo e tramite pressioni sulla classe politica riesce ad ottenere privilegi che non sono concessi a nessun’altra confessione religiosa professata sul nostro territorio. Ne è un esempio l’ora di religione cattolica nelle scuole pubbliche, imposta agli studenti che per non avvalersene devono compilare (finchè son minorenni compila il genitore) appositi moduli, il crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche, la discriminazione nei fatti attuata nei confronti degli atei, degli agnostici o dei fedeli ad altre dottrine.

Ne è un esempio il frequente e sostanziale intervento delle gerarchie ecclesiastiche in materia legislativa nel Parlamento italiano, si vedano il caso Englaro, il caso Welby, il caso RU486, la pillola del giorno dopo, la legge 194, il veto posto alla legge per punire l’aggravante di omofobia recentemente bloccata da parlamentari che in cambio di campagne pubblicitarie, benefici e quant’altro rappresentano le idee imposte da un manipolo di uomini in tunica abitanti in uno Stato estero della superficie di 0,44 kmq quando sono pagati DAI CITTADINI ITALIANI per legiferare in modo da portare beneficio, equità, uguaglianza e diritti all’Italia.
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L’avviso di sfratto della Chiesa e la congiura in vista

brunoforte

Mons. Bruno Forte

l’avviso di sfratto al presidente del consiglio è arrivato dalla chiesa per bocca di Mons. Forte. Forte,  oltre ad essere uno fra i più autorevoli teologi italiani,  è anche è il Presidente della commissione Cei per la dottrina della fede, un pezzo da “90″  della gerarchia vaticana,  e quando parla di queste cose non lo fa certo a titolo personale. Ebbene, mons. Forte si è fatto intervistare per dire della crisi morale che ha investito il paese che la chiesa non può più stare a guardare dalla finestra, ha proseguito osservando che “alcuni spettacoli che la nostra societa’ sta dando non sono tali da favorire un’aria respirabile per i giovani” ma soprattutto ha espresso la convinzione che “urgono nuovi attori nella vita pubblica”.

Una chiara allusione ai connotati etici, morali e politici della premiership del nostro paese non più tollerabili, in pratica una definitiva bocciatura del “modello Berlusconi”. mons. Forte ha parlato del bisogno di un sussulto morale che renda tutti più forti – con l’aiuto del Signore naturalmente – aggiungendo che c’e’ “bisogno di nuovi protagonisti della vita pubblica che parlino anzitutto attraverso la qualita’ della loro vita come furono De Gasperi, Adenauer, Schumann” esempi di vita stridenti rispetto  al deterioramento della vita pubblica che è sotto gli occhi di tutti. Continue reading ‘L’avviso di sfratto della Chiesa e la congiura in vista’ »

L’anacronistica disputa bresciana sul crocifisso

ateidevotiEsporre il crocifisso in tutti gli uffici comunali ed in tutte le sedi istituzionali di Brescia è una boutade che poteva provenire solo da quei politici già ben definiti come “atei devoti”. Da quelli cioè che con la professione dei valori della religione non c’entrano nulla, ma tuttavia sono soliti ergersi a predicatori devoti secondo l’adagio “fate quello che vi diciamo ma non seguite ciò che facciamo”. L’iniziativa è stata della Lega Nord, sostenuta da UDC e Forza Italia,  ed ora, incassato il Si del Consiglio Comunale,  il sindaco Paroli è impegnato all’esposizione del Crocifisso a cominciare dall’aula consigliare. Ma questa esposizione non sarà un servizio nè alla religione nè alla chiesa, che peraltro si è ben guardata  dal richiederlo, non c’entra niente con la storia “delle radici da difendere come simbolo che contraddistingue i valori fondamentali delle popolazioni occidentali”.  Non è nemmeno “una testimonianza di fede“  e, ancor meno “una difesa della propria religionedella propria storia e delle proprie tradizioni”, per usare le stesse parole utilizzate dagli esponenti cittadini della Lega Nord e di Forza Italia.In realtà, queste sono solo e soltanto delle fesserie.

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Aids: Il papa contro i preservativi

«Grandissima preoccupazione» è stata espressa oggi dal ministero degli Esteri francese per «le conseguenze» sulla lotta contro l’Aids delle parole del Papa Benedetto XVI sull’uso del preservativo. Ieri il pontefice, in visita pastorale in Africa, aveva detto che «l’epidemia di Aids nel continente non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi». Il Papa aveva indicato come unica strada efficace quella di un rinnovo spirituale e umano nella sessualità.
«Se non spetta a noi dare un giudizio sulla dottrina della Chiesa – ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri, Eric Chevallier – riteniamo che frasi del genere mettano in pericolo le politiche di sanità pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana».

Il Papa aveva ricordato che la Chiesa cattolica fa tanto in Africa contro l’Aids. «È una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi». Serve invece, secondo il Papa, un comportamento umano morale e corretto ed una grande attenzione verso i malati: «soffrire con i sofferenti».
Critiche sono anche venute dalla germania.  I preservativi hanno un «ruolo decisivo» nella lotta all’Aids: qualsiasi altro mezzo sarebbe «irresponsabile» hanno detto i ministeri tedeschi della Sanità e dello Sviluppo in un comunicato congiunto commentando così le parole del Papa su questo tema.

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Gay: meglio impiccati in Iran che sposati in Spagna

La Chiesa dice no alla depenalizzazione degli omosessuali proposta dalla Francia all’Onu. Ma quando sono i cattolici ad essere perseguitati, l’atteggiamento è un altro. Ogni qual volta una nazione riconosce i diritti delle coppie omoaffettive, Oltretevere va in fibrillazione temendo di perdere la presunta competenza in materia e il potere. Sarà interessante vedere come voterà il nostro Paese alle Nazioni Unite.

Notizie di questi giorni raccontano di gruppi di cristiani perseguitati in India e in diversi paesi sotto l’onda di un forte fondamentalismo islamico: le aggressioni ai religiosi e gli atti vandalici ai luoghi di culto cristiani ormai non si contano più ed il Santo Padre, preoccupato, ha lanciato diversi appelli dalla finestra che da su piazza San Pietro per invitare le varie nazioni a garantire il rispetto, la libertà di culto e la non discriminazione della minoranza cattolica. Ci mancherebbe: chi non darebbe ragione a Benedetto XVI nel momento in cui chiede di osservare i diritti dell’Uomo e le libertà civili?

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