Solidarietà ai Lavoratori e anche a Sindacati divisi e separati

sciopero-bsSiamo alla vigilia dell’ennesimo contratto dei metalmeccanici e i sindacati si presentano ancora divisi. Divisi di fronte ai lavoratori prima ancora che alle imprese,  ma soprattutto si presentano deboli, impreparati e soprattutto inadeguati. Il dubbio che non rappresentino più nemmeno la maggioranza dei lavoratori serpeggia nelle assemblee assai poco partecipate, ed è rafforzato dalla percezione dell’inutilità di una rappresentanza così rarefatta,  con i suoi rituali e alzate di mano che non servono mai a nulla. Se si va sul concreto ci accorgiamo che le differenze tra FIM, FIOM e UILM sono risibili:   FIM e UILM chiedono 113 Euro,  FIOM 130. Uno chiede il blocco dei licenziamenti, l’altro chiede più ammortizzatori sociali. Uno chiede più welfare integrativo, l’altro più tutele, e via di questo passo. Bastano queste inezie a costituire le divisioni? Certamente no, e se non fosse per l’inopinato dualismo, nulla osta al SI a queste rivendicazioni.

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Detassare lo straordinario: le ragioni del No

Il ministro Tremonti conferma la detassazione degli straordinari come obiettivo immediato del nuovo governo. I lavoratori dediti alle ore straordinarie saranno ovviamente d’accordo perché il provvedimento significa semplicemente più soldi. Per noi invece è un provvedimento sbagliato ed iniquo.

Si decide infatti di destinare una parte delle risorse comuni provenienti dalla fiscalità generale in una direzione ambigua quanto opaca. Siamo infatti tutti d’accordo che il lavoro dipendente, tartassato dalle tasse e dal fiscal drag, debba essere aiutato. Continue reading ‘Detassare lo straordinario: le ragioni del No’ »

SDL: Ascoltare i lavoratori delle residenze sanitarie

(Riceviamo dal Sindacato Intercategoriale dei lavoratori delle RSA un appello invito che pone al centro della discussione sulle privatizzazioni delle RSA anche le condizioni dei lavoratori. Provvediamo alla pubblicazione integrale)
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La privatizzazione delle Residenze sanitarie per anziani (RSA) sta suscitando una discussione sulla legittimità o meno di contenere i costi di gestione di queste strutture ricorrendo anche alla riduzione delle retribuzioni dei dipendenti attraverso l’applicazione, ai nuovi assunti, di un contratto più “economico” rispetto a quello degli enti locali: il CCNL UNEBA. Interprete principale di questa opzione, avanzata su entrambe i quotidiani locali (Il giornale di Brescia e Bresciaoggi) con una lettera ai rispettivi direttori, il Presidente della Fondazione bresciana iniziative sociali Dante Mantovani.
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Il Partito Democratico: A favore o contro i Sindacati?

barSei pro o contro i sindacati? Speriamo che il Partito democratico non si ponga mai una domanda del genere. Piatta, ingenua, anzi stupida. Se ne parla poco, ma il rapporto con il mondo sindacale sarà una faccenda maledettamente seria per il Pd.
L’inchiesta di copertina dedicata dall’Espresso all’«altra casta» avrebbe potuto essere un pretesto per aprire la discussione.
Purtroppo non è così.
E non perché sia in atto «una campagna di delegittimazione a freddo e senza argomenti », come denunciato dal leader della Cgil Epifani. Postulare che i sindacati siano immuni dai privilegi corporativi che attraversano tutta la società italiana (compresa quella politica) è ridicolo. Pensare che per principio Cgil, Cisl e Uil debbano essere al riparo da ogni possibile critica, magari proprio “da sinistra”, è solo un sintomo di debolezza. (….)

Così come nessuno qui si sogna di dire che i sindacati confederali non siano importanti e non debbano esercitare la propria funzione (sì, anche di lobby), con i mezzi di cui dispongono e con il peso che gli interlocutori riconoscono loro.

E sarà proprio questo il problema del Pd. Non stabilire se i sindacati di oggi siano o meno la Casta 2, ma quale distanza mantenere e quale autonomia ritagliarsi. Tutti ma proprio tutti i candidati alla guida del nuovo soggetto politico ripetono che il Pd dovrà essere un partito del nuovo secolo. Cosa intendono? Speriamo un partito autonomo, senza interlocutori privilegiati, senza cinghie di trasmissione, che pensi se stesso oltre il conflitto tra capitale e lavoro, e specchio di un mondo non riconducibile alla vecchia contrapposizione Confindustria-sindacati.
In fondo lo diceva già molti anni fa il sociologo Bruno Manghi quando parlava di «declinar crescendo»: si può avere molti iscritti e molto potere ma non rappresentare tutta la società italiana. Che, per fortuna, è più ricca di Cgil, Cisl e Uil.

Da europaquotidiano.it

Ai Sindacati ed alla nostra FIOM chiediamo equità

bar(F.to:Il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremasci)

I metalmeccanici bresciani annunciano lotta dura contro la sola ipotesi di un compromesso sulle pensioni. Dopo gli scioperi ed i blocchi di Venerdi 22/6, per il prossimo lunedi 25/6 ne sono annunciati altri in tutta la provincia: a Brescia il blocco sarà effettuato nei pressi dell’Iveco, per la provincia i sindacati metalmeccanici hanno invece individuato la rotonda di Cogozzo e la rotonda per l’autostrada di Manerbio. “Lotte” (si fa per dire) per amplificare “il problema scalone” creando disagi a tutti, nella speranza di difendere diritti dei pochi prossimi alla pensione, che comunque in pensione ci andranno, se non proprio il prossimo anno, di sicuro nel 2009 o nel 2010.
Ma ci andranno, e con un congruo assegno rispetto a quanto versato, diversamente dai moltissimi che in pensione ci andranno fra 10 o 15 anni, e soprattutto diversamente da tutte le giovani generazioni a cui viene fin d’ora chiesto di pagare contributi salati senza nemmeno la speranza di trattamenti paragonabili a questi.

(Continua)C’è infatti un’abisso fra la generosità delle pensioni misurate oggi con il calcolo retributivo rispetto a quelle future contributive, basate cioè sui contributi effettivamente versati. Trovo quindi deludente e sgradevole la durezza dei toni dei sindacati e la loro incapacità di osservare i problemi delle giovani generazioni con atteggiamenti garantistici ed equi. Invece vediamo troppa ideologia o peggio, inqualificabile approssimazione. Non abbiamo più bisogno di sindacati di questo genere, del resto non è un caso che i problemi della sostenibilità del sistema pensionistico di oggi originano proprio dall’assenza di ragionevolezza di una intera classe dirigente che ha ecceduto per decenni nel concedere privilegi oggi sulle spalle di tutti, incluso lo scandalo tutto italiano delle baby-pensioni concesse, se non con manifesta complicità, almeno con il colpevole silenzio dei sindacati della triplice CGIL-CISL-UIL. E’ questo un rimprovero ai nostri sindacati che proviene da un semplice iscritto, prima alla FLM e poi alla FIOM, ma ininterrottamente per 35 anni, dal 1973 ad oggi, un potenziale pensionando come tanti, quegli stessi che tuttavia ritengono necessario un compromesso della ragionevolezza che tenga conto dei diritti di tutti, e non solo delle proprie speranze e dei propri desideri.
(ebon)